Quando uno spyware entra nel telefono di un giornalista, la notizia non è solo tecnica. È politica, istituzionale e democratica. Nel caso che coinvolge il direttore di Fanpage, Francesco Cancellato, le verifiche disposte dalla magistratura hanno portato a una conclusione netta: il dispositivo è stato effettivamente compromesso. Non si parla più di “possibile bersaglio”, ma di tracce tecniche compatibili con un’infezione reale.
Il nome che torna al centro della vicenda è Graphite, software sviluppato dalla società israeliana Paragon Solutions, specializzata in strumenti di sorveglianza digitale destinati a governi e apparati statali.
Cosa rende questo caso diverso dagli altri
Non è la prima volta che uno spyware colpisce esponenti del mondo dell’informazione. Ma qui c’è un elemento ulteriore: l’incrocio tra indagini giudiziarie, intelligence e utilizzo autorizzato di software di intercettazione.
Gli accertamenti tecnici hanno riguardato più dispositivi, appartenenti sia a giornalisti sia ad attivisti. Le anomalie sono state rilevate esclusivamente su tre smartphone Android. Tra questi, quello di Cancellato. Le analisi hanno individuato comportamenti anomali nei database di WhatsApp, coerenti con quanto già descritto nei report pubblici diffusi in passato da Meta sul funzionamento di Graphite. Non si tratta quindi di un generico malware, ma di un’infrastruttura di sorveglianza strutturata.
Il nodo intelligence
Uno degli aspetti più delicati riguarda l’accesso degli investigatori ai server dell’AISI, circostanza rara e istituzionalmente significativa. Una relazione del COPASIR aveva già confermato l’uso legittimo di Graphite nei confronti di due attivisti, con autorizzazione nelle forme previste dalla legge. Il punto da chiarire era se lo stesso strumento fosse stato impiegato anche contro il giornalista.
Secondo quanto emerso, nei sistemi ufficiali non risultano operazioni registrate relative al dispositivo di Cancellato. Tuttavia, le tracce tecniche sul telefono raccontano un’intrusione compatibile con Graphite. È qui che il caso si complica: infezione confermata, ma attribuzione ancora da definire.
La questione europea
Se venisse dimostrato un utilizzo improprio di spyware nei confronti di un giornalista, si aprirebbe un fronte normativo rilevante legato all’European Media Freedom Act, che limita fortemente l’uso di strumenti di sorveglianza contro la stampa e tutela la riservatezza delle fonti. Non è solo una questione penale. È una questione di equilibrio tra sicurezza nazionale e libertà di informazione.
Graphite non è un software amatoriale. È progettato per essere invisibile, persistente, sofisticato. Questo tipo di strumenti nasce con la giustificazione della lotta a terrorismo e criminalità organizzata.
