Il teardown di Samsung Galaxy S26 Ultra sta facendo discutere parecchio, e a ragione. Dopo la presentazione ufficiale della nuova serie avvenuta qualche settimana fa, con il Privacy Display come novità più appariscente, qualcuno ha deciso di andare a guardare cosa succede sotto la scocca. E quello che è emerso racconta una storia piuttosto interessante, soprattutto per chi tiene d’occhio l’evoluzione termica degli smartphone di fascia alta.
Quattro strati per domare il calore, ci pensa Galaxy S26 Ultra

Il merito della scoperta va a PBKreviews, che ha letteralmente aperto Samsung Galaxy S26 Ultra per mostrarne le viscere. Il punto più rilevante riguarda il sistema di raffreddamento, che rispetto al predecessore Samsung Galaxy S25 Ultra compie un salto in avanti significativo. Si passa infatti a una configurazione a quattro strati, un livello in più rispetto a prima, e la differenza non è solo numerica.
La struttura parte da una camera a vapore più ampia nella parte superiore, sulla quale si appoggiano un pad in grafite e dei pad termici. Fin qui, nulla di troppo sorprendente per chi segue Samsung da vicino. Il vero colpo di scena è l’aggiunta della pasta termica, che nel modello precedente semplicemente non c’era. Questo elemento consente un trasferimento del calore decisamente più efficiente, convogliandolo verso la camera a vapore con maggiore rapidità.
Ora, i pad termici sono una presenza abituale nei dispositivi Samsung. Funzionano, fanno il loro lavoro. Ma la pasta termica gioca in un altro campionato quando si parla di conduzione del calore, ed è per questo che la scelta di combinare entrambe le soluzioni su Samsung Galaxy S26 Ultra rappresenta un approccio più maturo e ambizioso. Non si tratta di rivoluzionare tutto, ma di ottimizzare ogni singolo componente della catena termica.
Facile da riparare, nonostante tutto
Qui arriva l’altra notizia che vale la pena sottolineare. Verrebbe naturale pensare che uno smartphone così sottile, con un sistema di raffreddamento più articolato e complesso, diventi un incubo per chi deve metterci le mani dentro. Invece no. Samsung Galaxy S26 Ultra ha ottenuto un punteggio di riparabilità pari a 9 su 10 nella scala di PBKreviews, un risultato che fa alzare le sopracciglia.
Questo dato dice molto sulla filosofia costruttiva di Samsung per questa generazione. Complessità interna maggiore non significa per forza rendere la vita impossibile ai tecnici. Anzi, il fatto che Samsung Galaxy S26 Ultra riesca a coniugare prestazioni termiche migliorate con una struttura facilmente accessibile è un segnale che l’azienda coreana sta lavorando anche sul fronte della sostenibilità e della longevità dei propri dispositivi.


