Il mercato smartphone globale sta attraversando una fase decisamente complicata, e i numeri parlano chiaro. Secondo gli ultimi dati diffusi da IDC, la carenza di RAM e memorie NAND sta avendo un effetto devastante sulle vendite di dispositivi mobili, con una contrazione stimata del 12,9% su base annua per il 2026. Un dato che ha colto di sorpresa parecchi analisti, visto che appena nel novembre scorso le previsioni erano ben più ottimistiche, con un calo stimato tra lo 0,9% e il 5,2%. La forbice si è allargata in modo drammatico.
Il punto è che non si tratta di un problema passeggero. La crisi della memoria potrebbe protrarsi addirittura fino al 2030, e questo cambia completamente la prospettiva per l’intera industria dell’elettronica di consumo. Il vicepresidente per i Worldwide Client Devices di IDC non ha usato mezzi termini: ha parlato di uno “shock simile a uno tsunami” che nasce nella catena di fornitura e si propaga a catena su tutto il settore.
Chi paga il prezzo più alto della crisi
Le aziende che rischiano di più sono quelle che operano nella fascia bassa del mercato. Questi produttori, semplicemente, non riescono ad assorbire l’aumento dei costi dei componenti mantenendo margini accettabili. Secondo Francisco Jeronimo, vicepresidente di IDC, molti di loro finiranno per scaricare gli extracosti direttamente sui consumatori. E questo innesca un circolo vizioso, perché alzare i prezzi su prodotti pensati per essere accessibili significa perdere la propria ragione d’esistere.
L’impatto sarà particolarmente brutale in aree come il Medio Oriente e l’Africa, mercati dove la stragrande maggioranza degli smartphone venduti appartiene proprio al segmento economico. IDC prevede in queste regioni un crollo delle spedizioni del 20,6% anno su anno. Un dato impressionante, che racconta quanto la scarsità di RAM stia ridisegnando la geografia del mercato smartphone.
Apple e Samsung in posizione di forza, mentre i piccoli rischiano l’uscita di scena
Il panorama competitivo si sta restringendo, e non è una buona notizia per tutti. Nabila Popal, senior research director di IDC, prevede un vero e proprio processo di consolidamento del settore. Diversi player più piccoli potrebbero uscire di scena, schiacciati tra vincoli di offerta e una domanda che si indebolisce proprio mentre i prezzi salgono. Una trappola dalla quale è difficile uscire.
Di contro, Apple e Samsung sembrano essere nella posizione migliore per resistere alla tempesta. Anzi, secondo IDC potrebbero addirittura guadagnare quote di mercato, approfittando delle difficoltà altrui. D’altronde, avere catene di fornitura più solide e margini più ampi fa tutta la differenza in momenti come questi.
C’è poi il capitolo prezzi, che riguarda tutti. IDC prevede un aumento del 14% del prezzo medio di vendita degli smartphone a livello globale, che raggiungerà quota 523 dollari. Questo significa che anche chi compra dispositivi di fascia media o alta sentirà l’effetto della crisi, magari non nella disponibilità dei prodotti, ma sicuramente nel portafoglio. Il mercato smartphone del 2026 si preannuncia come uno dei più difficili degli ultimi anni, e la carenza di RAM resta il nodo centrale attorno al quale ruota tutto il resto.
