Le forze armate degli Stati Uniti avrebbero colpito circa mille obiettivi nelle prime 24 ore dell’attacco contro l’Iran. Un ritmo estremamente elevato e difficile da sostenere con gli strumenti tradizionali. A rendere possibile una simile velocità avrebbe contribuito anche l’impiego di sistemi basati su intelligenza artificiale.
La piattaforma Maven e l’AI Claude
L’infrastruttura utilizzata sarebbe incentrata su Maven Smart System, piattaforma sviluppata da Palantir Technologies progettata per elaborare informazioni provenienti da satelliti, sistemi di sorveglianza e altre fonti di intelligence.
All’interno della piattaforma viene utilizzato anche Claude, il modello di AI sviluppato da Anthropic, impiegato per sintetizzare i flussi informativi e supportare la pianificazione operativa.
Durante la preparazione dell’offensiva, il sistema avrebbe suggerito centinaia di possibili obiettivi, fornendo coordinate precise e stabilendo una priorità dei bersagli in base alla loro importanza strategica. In altre parole, l’AI permette di trasformare grandi volumi di intelligence in indicazioni operative quasi immediate.
La piattaforma sarebbe inoltre in grado di monitorare l’andamento degli attacchi e aggiornare le priorità mentre le operazioni sono già in corso, adattando rapidamente le analisi alla situazione sul campo.
Il vantaggio della velocità
Secondo Paul Scharre, vicepresidente esecutivo del Center for a New American Security, proprio la velocità rappresenta uno degli aspetti più importanti di queste tecnologie.
I sistemi di AI consentono infatti di preparare pacchetti di obiettivi molto più rapidamente rispetto ai processi tradizionali basati esclusivamente sull’analisi umana. Allo stesso tempo, Scharre ricorda che i modelli generativi possono commettere errori e che, quando le decisioni hanno conseguenze operative, il controllo umano resta indispensabile.
Le tensioni tra Washington e Anthropic
L’utilizzo di Claude avviene però in un momento delicato nei rapporti tra il governo statunitense e Anthropic. Poche ore prima dell’inizio dei bombardamenti contro l’Iran, il presidente Donald Trump ha annunciato il divieto per le agenzie federali di continuare a utilizzare gli strumenti dell’azienda, concedendo sei mesi per eliminarli gradualmente.
La decisione sarebbe arrivata dopo un confronto molto duro su temi come la sorveglianza di massa e lo sviluppo di armi completamente autonome.
Nonostante questo, il Dipartimento della Difesa degli USA continuerà temporaneamente a utilizzare il sistema nelle operazioni in corso mentre verrà individuata un’alternativa.
Secondo le informazioni disponibili, oltre 20.000 militari utilizzavano già la piattaforma lo scorso anno. Versioni precedenti di Maven erano state impiegate anche durante il ritiro degli Stati Uniti dall’Afghanistan nel 2021 e nelle operazioni di supporto a Israele dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023.
