Negli ultimi anni, il mercato delle app in abbonamento ha cominciato a mostrare uno scenario interessante. Da un lato, poche applicazioni che volano alto e accumulano utenti e ricavi. Dall’altro, una lunga fila di app che faticano a farsi notare, in bilico tra la sopravvivenza e l’oblio. Il rapporto State of Subscription Apps 2026 di RevenueCat racconta esattamente tale spaccatura crescente. Il 2025 ha visto un boom di nuove applicazioni. Il merito è in parte degli strumenti di sviluppo assistiti dall’intelligenza artificiale. Grazie a tecniche come il “vibe coding“, creare un’app è diventato più facile che mai. Ma l’abbondanza di possibilità non significa uguale abbondanza di successo. La realtà è che solo una piccola parte di tali app riesce a emergere davvero.
App premium sempre più diffuse grazie all’AI: emerge un nuovo scenario
I numeri lo confermano senza lasciare spazio a interpretazioni. Tra le applicazioni più performanti, un quarto ha visto crescere le proprie entrate mensili ricorrenti dell’80%. Con un picco vertiginoso del 306% per il top 10%. Nel frattempo, le app in fondo alla classifica hanno perso il 33% dei ricavi, mentre tutte le altre si sono fermate a un incremento minimo del 5%. La soglia di partenza si fa sempre più difficile da superare. Nel 2024 il 19% delle nuove app raggiungeva almeno 1.000 dollari di entrate mensili, nel 2025 la percentuale è scesa al 17%. Per chi puntava ai 10.000 dollari mensili, il salto è stato ancora più complicato, scendendo dal 5,3% al 4,6%.
Ci sono poi i settori che giocano le loro carte meglio: Foto e Video si rivelano più propense a superare i 1.000 dollari al mese. Mentre i videogiochi dominano la fascia dei 10.000 dollari. Al contrario, Istruzione, Produttività, Viaggi, Shopping e Business si confermano mercati ostici, dove la concorrenza è spietata e il pubblico difficile da catturare. Il prezzo diventa un elemento chiave: le app più costose generano un valore per utente molto più alto (oltre 60 dollari annui contro poco più di 10 per le app economiche), ma chi punta al low-cost riesce a mantenere gli utenti più a lungo. Ciò con tassi di fidelizzazione migliori.
Tale prima parte dello studio lascia intuire quanto sia complesso e competitivo il panorama delle app in abbonamento, e promette che la seconda tranche rivelerà nuovi dettagli sulle strategie per far decollare un’app nel mercato mobile.
