Nella retrospettiva del 2025 pubblicata su Steam, Valve ha deciso di tornare a parlare del suo nuovo hardware: Steam Machine, Steam Controller e Steam Frame. Lo ha fatto con toni onesti, ribadendo che non esistono ancora piani definitivi su disponibilità e prezzi. Ma soprattutto, ha colto l’occasione per raccontare come si è arrivati fin qui, ripercorrendo un cammino che affonda le radici molto più indietro di quanto si potrebbe pensare.
Un percorso lungo oltre dieci anni
Per capire davvero il senso di questi nuovi prodotti, Valve ha chiesto ai suoi utenti di fare un salto nel tempo. Destinazione: il 2013, quando l’azienda annunciò per la prima volta l’ambizione di portare i giochi per PC nel salotto di casa. All’epoca, però, le cose erano parecchio complicate. La compatibilità con Linux rappresentava un incubo per gli sviluppatori, la realtà virtuale era poco più di un’idea affascinante e Valve stessa stava ancora imparando cosa significasse davvero costruire e distribuire prodotti hardware su larga scala.
L’esperienza di gioco che avevano in mente non era ancora realizzabile, anche se la community mostrava un entusiasmo sincero per l’idea di giocare ai titoli PC sul grande schermo del soggiorno. Quel sogno, insomma, c’era già. Mancavano gli strumenti per renderlo concreto.
E qui entra in gioco tutto quello che è successo nel frattempo. Il layer di compatibilità Proton ha cambiato le carte in tavola, portando migliaia di giochi su Linux e SteamOS senza richiedere sforzi aggiuntivi agli sviluppatori. Milioni di giocatori hanno contribuito a perfezionare l’esperienza con il gamepad, dall’acquisto alla chat fino al gameplay vero e proprio. E poi c’è stata la palestra dell’hardware: lo Steam Controller originale, il dispositivo Steam Link, il visore Valve Index, Steam Deck. Ogni singolo prodotto ha insegnato qualcosa, ha aggiunto un tassello. Il nuovo hardware, quindi, non nasce dal nulla. È il risultato di oltre un decennio di tentativi, errori e lezioni apprese sul campo.
Il nodo della disponibilità e il problema delle componenti
Valve ha presentato la gamma completa dei prodotti annunciati per il 2025, confermando l’intenzione di avviare le spedizioni nel corso del 2026. Fin qui tutto bene. Il problema, però, è che il mercato ha messo i bastoni tra le ruote in modo imprevisto.
La forte domanda generata dal settore dell’intelligenza artificiale ha provocato carenze significative di memoria e componenti di archiviazione, creando difficoltà nella catena di approvvigionamento. Valve non ha nascosto la questione, anzi ha promesso aggiornamenti pubblici non appena i piani diventeranno definitivi. Una trasparenza apprezzabile, anche se lascia i giocatori in una posizione di attesa senza una data precisa a cui aggrapparsi.
Per chi si chiede quando sarà possibile mettere le mani sul nuovo Steam Controller o sulla nuova Steam Machine, la risposta resta quindi sospesa. Valve sa cosa vuole costruire e ha dimostrato di avere le competenze per farlo, ma i tempi dipendono anche da fattori esterni che nessuno può controllare del tutto.