Un momento decisamente surreale ha coinvolto milioni di possessori di iPhone in tutto il pianeta. Durante il discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato da Donald Trump, trasmesso in diretta televisiva e streaming a livello globale, l’assistente vocale Siri si è attivato spontaneamente su un numero impressionante di dispositivi Apple. Nessun comando volontario, nessuna richiesta esplicita. Solo una frase pronunciata dal presidente degli Stati Uniti che ha ingannato il sistema di riconoscimento vocale, scatenando reazioni a catena sui telefoni di mezzo mondo. Una scena che, a pensarci bene, ha qualcosa di comico e qualcosa di inquietante allo stesso tempo.
Cosa ha detto Trump per far scattare Siri
L’episodio si è verificato nel momento in cui Trump stava raccontando la storia del Chief Warrant Officer Eric Slover. A un certo punto, pronunciando le parole “searing pain” (dolore lancinante, in inglese), il suono è stato interpretato dagli iPhone come il comando di attivazione dell’assistente vocale. Va detto che Apple, negli ultimi aggiornamenti, ha semplificato parecchio il meccanismo: se prima era necessario dire “Hey Siri” per svegliare l’assistente, oggi basta pronunciare semplicemente “Siri”. Almeno per la lingua inglese, questo rende il sistema molto più reattivo. Forse troppo.
Matt Novak di Gizmodo ha raccontato la cosa in tempo reale con un post su Bluesky, scrivendo che il suo telefono si era illuminato all’improvviso, probabilmente perché aveva captato dalla TV la frase di Trump e l’aveva scambiata per il comando di attivazione. Non era l’unico. Decine di persone hanno segnalato lo stesso fenomeno, con schermi che si accendevano da soli e risultati di ricerca che comparivano senza che nessuno avesse toccato nulla. Alcuni utenti hanno ipotizzato che non fosse solo la parola “searing” a ingannare Siri, ma una combinazione di suoni nella frase del presidente che, messi insieme, hanno superato la soglia di riconoscimento del sistema.
Un momento buffo in un contesto istituzionale
La cosa ha un lato decisamente comico. Immaginare milioni di iPhone che si illuminano contemporaneamente durante uno dei discorsi politici più seguiti al mondo, con Siri pronta a rispondere a un presidente che non le stava parlando, è una scena che sembra uscita da una parodia. Eppure è successo davvero, e dice qualcosa di interessante sulla sensibilità dei sistemi di attivazione vocale. Quando un assistente reagisce a stimoli audio provenienti dalla televisione, il confine tra comodità e invadenza diventa piuttosto sottile.
Nel frattempo, proprio Apple sta lavorando a una versione profondamente rinnovata di Siri, potenziata dall’intelligenza artificiale. Secondo le indiscrezioni più recenti, la nuova Siri con AI dovrebbe fare il suo debutto nel corso del 2026, portando capacità conversazionali e contestuali molto più avanzate rispetto a quelle attuali. Resta da vedere se, con questi miglioramenti, l’assistente diventerà anche più brava a distinguere un vero comando da una frase captata per caso dalla TV. Perché, diciamolo, attivarsi durante un discorso presidenziale non è esattamente il massimo della precisione.
