Si sta parlando spesso della cosiddetta crisi dei chip, ed ora il discorso si estende anche al mondo del gaming. Un’analisi pubblicata dal giornalista di Bloomberg Takashi Mochizuki prova, infatti, a mettere insieme due elementi che sembrano distaccati. Si tratta della carenza di memorie e il rallentamento nelle vendite dei giochi. Un discorso che coinvolge direttamente Nintendo e la sua Switch 2. Per capire perché le due cose sono legate bisogna partire da una caratteristica fondamentale di tale console: il formato fisico dei giochi. La Switch continua a utilizzare le cartucce, una scelta che negli anni è stata apprezzata per praticità e velocità di caricamento. Con Switch 2 però la situazione si è complicata, soprattutto perché non tutte le cartucce funzionano allo stesso modo. Accanto a quelle tradizionali, che possono contenere fino a 64 GB di dati, esiste un formato diverso chiamato Game Key Card. A prima vista sembra una normale cartuccia fisica, ma in realtà al suo interno non c’è il gioco completo: contiene solo la licenza necessaria per avviarlo. Tutto il resto deve essere scaricato dalla rete e installato nella memoria della console. Ciò significa che, anche se si compra il gioco “fisico”, si finisce comunque per occupare spazio nello storage interno.
Nintendo Switch 2: come è coinvolta nella crisi dei chip?
Ed è qui che emergono i primi problemi concreti. La Switch 2 dispone di 256 GB di memoria interna, che possono sembrare tanti, ma diventano pochi quando si ha a che fare con titoli attuali. Alcuni giochi di terze parti sono, infatti, diventati enormi: basta pensare a Final Fantasy VII Remake Intergrade, che può arrivare facilmente intorno ai 90 GB. Installare un singolo titolo di questo tipo significa riempire quasi metà dello spazio disponibile.
Quando la memoria comincia a scarseggiare, l’unica soluzione è espanderla tramite schede MicroSD Express, l’unico formato compatibile con la nuova console a causa delle velocità di lettura richieste. Il problema è che tali schede, almeno per ora, hanno prezzi molto alti. Nel dettaglio, un modello da 1 TB può arrivare a costare più di 200 euro. Per molti giocatori ciò rappresenta un investimento non indifferente, soprattutto se sommato al prezzo della console e dei giochi. Il risultato è un effetto a catena abbastanza prevedibile. Se lo spazio è limitato e ampliarlo costa molto, gli utenti tendono a comprare meno giochi.
I dati finanziari iniziano già a riflettere tale tendenza. Per ogni Switch 2 venduta circolano mediamente circa 2,18 giochi. Mentre nella stessa fase del ciclo vitale della prima Nintendo Switch il rapporto era molto più alto, intorno ai 3,88 titoli per console. Va detto che non tutti i giochi soffrono allo stesso modo questo problema. Le produzioni interne di Nintendo sono spesso molto più ottimizzate e occupano meno spazio. Un esempio è Pokémon Pokopia, che richiede appena poco più di 6 GB di download.
