Per molto tempo gli astronomi hanno separato con relativa facilità pianeti giganti e nane brune. I primi sono mondi simili a Giove ma molto grandi, mentre le seconde vengono spesso descritte come oggetti a metà strada tra pianeti e stelle. Negli ultimi anni, però, questa distinzione sta iniziando a mostrare qualche crepa.
Le osservazioni più recenti stanno infatti portando alla scoperta di corpi celesti che non rientrano perfettamente in una delle due categorie. Alcuni hanno masse molto elevate ma si comportano come pianeti. Altri, invece, ricordano di più piccole stelle mancate. Il risultato è che la linea di separazione tra queste due famiglie di oggetti cosmici non è sempre così chiara.
Il criterio della massa non basta sempre
In genere la differenza tra pianeti giganti e nane brune viene stabilita guardando la massa. C’è una soglia abbastanza nota tra gli astronomi: circa 13 volte la massa di Giove. Sopra questo valore un oggetto può innescare per un breve periodo la fusione del deuterio, un processo nucleare che non avviene nei pianeti.
Sulla carta sembra una distinzione semplice. Nella pratica, però, le cose sono meno lineari. Alcuni oggetti osservati negli ultimi anni hanno masse molto vicine a questo limite e caratteristiche difficili da interpretare. Non è raro che la loro classificazione cambi nel tempo man mano che arrivano nuove osservazioni.
Inoltre la massa non racconta tutta la storia. Due oggetti con valori simili possono avere origini molto diverse.
Il modo in cui nascono può fare la differenza
Molti astronomi oggi pensano che il vero elemento chiave sia il modo in cui si formano. I pianeti giganti si formano nei dischi di gas e polveri che circondano una stella giovane, e crescono lentamente accumulando materiale. Un po’ come è successo nel Sistema Solare con Giove e Saturno.
Le nane brune, invece, nascerebbero più o meno come le stelle: dal collasso gravitazionale di una nube di gas. Solo che in questo caso la massa non è sufficiente per accendere una fusione nucleare stabile come accade nelle stelle vere e proprie.
Il problema è che capire come si sia formato un oggetto a decine o centinaia di anni luce di distanza non è affatto semplice. Spesso gli astronomi possono osservare solo alcuni parametri. Tra questi abbiamo: temperatura, luminosità o massa stimata. Da questi dati bisogna poi cercare di ricostruire la sua storia.
Ed è proprio qui che le cose si complicano. Sempre più spesso vengono scoperti oggetti che sembrano stare in mezzo tra le due categorie. Non sono pianeti giganti “classici”, ma non si comportano nemmeno come vere nane brune.
Con i nuovi telescopi e strumenti di osservazione in arrivo nei prossimi anni, gli astronomi sperano di raccogliere dati più precisi. Nel frattempo possiamo dedurre che tra pianeti giganti e nane brune esiste probabilmente una zona intermedia, e il confine tra le due potrebbe non essere rigido come si pensava in passato.
