Il nuovo Apple Studio Display di seconda generazione e il suo fratello maggiore, lo Studio Display XDR, sono stati finalmente svelati. Ma c’è un dettaglio che Apple ha preferito non mettere in evidenza durante la presentazione, e che ora emerge grazie a un’analisi piuttosto interessante del codice dei primi driver rilasciati.
Apple Studio Display: due cuori diversi sotto lo stesso design
Che i due monitor non fossero identici dal punto di vista hardware era prevedibile. Lo Studio Display XDR offre funzionalità decisamente più avanzate, quindi un processore più potente aveva senso. Quello che mancava era la conferma ufficiale, e a fornirla ci hanno pensato i colleghi di MacRumors, scavando nel codice pubblicato da Apple poche ore dopo l’annuncio. Il risultato è che lo Studio Display “base” monta un chip A19, mentre la versione XDR fa un salto in avanti con un A19 Pro. Due chip della stessa famiglia, certo, ma con capacità di elaborazione diverse.
Questa scoperta risolve anche un piccolo mistero che ha accompagnato i mesi precedenti al lancio. Le indiscrezioni che circolavano parlavano a volte di un chip, a volte dell’altro, senza che nessuno riuscisse a capire quale fosse la versione corretta. Ora tutto torna: entrambe le voci erano giuste, semplicemente si riferivano a due prodotti distinti.
Perché Apple mette chip da iPhone nei monitor
La scelta di integrare processori completi all’interno dei monitor non è una novità per Apple. Il precedente è stato stabilito nel 2022, quando il primo Studio Display arrivò sul mercato con a bordo un chip A13 Bionic, lo stesso degli iPhone 11. Una decisione che all’epoca fece discutere parecchio, ma che aveva una logica precisa.
Grazie a quella potenza di calcolo integrata, Apple ha potuto abilitare funzioni che un monitor tradizionale non potrebbe gestire in autonomia. Si parla di Center Stage, la tecnologia che segue automaticamente il soggetto inquadrato dalla webcam, dello Spatial Audio per un’esperienza sonora più immersiva, e della possibilità di attivare Siri direttamente dal monitor tramite comandi vocali. Con il passaggio ai chip A19 e A19 Pro, è lecito aspettarsi che queste funzionalità vengano ulteriormente migliorate, magari con l’aggiunta di nuove capacità legate all’intelligenza artificiale on device.
Per chi sta valutando l’acquisto, sapere che lo Studio Display XDR ha un processore superiore rispetto al modello base aiuta a giustificare la differenza di prezzo. Non si tratta solo di un pannello migliore o di una luminosità più elevata: c’è proprio una piattaforma hardware più performante che lavora dietro le quinte. Lo Studio Display con chip A19 resta comunque un prodotto di alto livello, perfettamente adeguato per la maggior parte degli utenti. Ma chi cerca il massimo delle prestazioni e delle funzionalità avanzate sa ora esattamente cosa offre in più la versione XDR, anche sotto la scocca.
