Vent’anni a Barcellona. Il Mobile World Congress 2026 ha chiuso i battenti con quasi 105.000 presenti da 207 paesi, nonostante qualche problema nei trasporti internazionali abbia complicato i giorni della fiera. Un’edizione che il GSMA ha voluto celebrare come un traguardo condiviso con la città catalana, costruito nel tempo mattone su mattone.
I numeri parlano chiaro: l’evento non è più solo roba da ingegneri delle telecomunicazioni. Il 58% dei presenti arrivava da settori adiacenti al mobile — automotive, sanità, finanza, manifattura — a conferma che il MWC è diventato qualcosa di più largo e difficile da etichettare con una sola definizione.
Una settimana densa, in cifre
2.900 espositori, più di 1.700 speaker — il 40% di livello C-suite, il 35% donne — e una componente istituzionale che raramente si vede in una fiera tecnologica: 54 ministri, 118 responsabili di autorità regolatorie e 188 delegazioni nazionali hanno partecipato al GSMA Ministerial Programme. Non è una convention di settore, è un posto dove si prendono decisioni che poi arrivano nelle leggi e nei regolamenti.
Online i contenuti hanno superato 1,3 milioni di visualizzazioni tra keynote, sessioni live e canali dei media partner. Tra le presenze fisiche, il 17% era di livello C-suite e quasi 2.600 giornalisti e analisti hanno seguito l’evento da tutto il mondo.
Accanto alla fiera principale, 4YFN nell’Hall 8 ha raccolto oltre 1.000 startup ed espositori, centinaia di investitori con fondi complessivi da 70 miliardi di dollari e più di 300 speaker. Alla Fira Montjuïc, la Talent Arena ha invece portato oltre 25.000 presenze in una sola settimana.
Cosa si porta a casa questa edizione
Vivek Badrinath, al suo primo MWC da Direttore Generale del GSMA, ha sintetizzato bene l’atmosfera della settimana: l’industria della connettività non è mai sembrata così motivata e consapevole del proprio ruolo. I temi che hanno tenuto banco — AI inclusiva, 5G, sicurezza digitale, contrasto alle frodi — non erano esercizi accademici. Erano conversazioni con conseguenze pratiche, portate avanti da chi poi torna a casa e deve fare scelte concrete.
John Hoffman, CEO del GSMA, ha invece guardato indietro: “Barcellona ha avuto l’infrastruttura e la continuità per far crescere un evento che oggi muove decine di migliaia di persone ogni anno. Non era scontato che funzionasse così. Il fatto che funzioni ancora, alla ventesima edizione, è già una risposta”.
