Di recente, è stato mostrato in rete un PC desktop decisamente particolare. Si tratta di un dispositivo acceso con 56 batterie AA. Non un power bank, non un gruppo di continuità improvvisato, ma pile stilo. Dietro l’idea c’è il creator del canale YouTube ScuffedBits, che ha deciso di trasformare un PC Intel entry-level in una specie di gigantesco giocattolo elettrico. L’obiettivo era far girare un sistema con SSD SATA da 2,5 pollici e Windows 10 usando un alimentatore ATX adattato a 12 volt, prendendo l’energia solo da batterie da 1,5 volt ciascuna. Già solo metterle insieme senza trasformare la scrivania in un campo minato di fili è un’impresa.
PC desktop alimentato a pile: ecco i dettagli emersi sull’esperimento
Il primo ostacolo non è stato accendere il PC, ma tenerlo acceso. Le architetture x86 chiedono corrente continua, e la chiedono tutta insieme quando partono i picchi. Sono serviti condensatori per evitare che il sistema crollasse al primo scatto della CPU. Alla fine il desktop ha fatto il boot. E lì parte il conto alla rovescia. Lanciare Steam? Cinquantadue secondi di gloria prima dello spegnimento. Un gioco leggero? Ancora meno. Il trionfo paradossale è arrivato con Campo minato: quattro minuti e trentacinque secondi.
Poi arriva il monitor, che decide di complicare tutto. Alimentarlo ha richiesto altre otto batterie ricaricabili, e l’autonomia complessiva è scesa a poco più di due minuti. Inserire una GPU dedicata, invece, ha portato il sistema a sopravvivere solo qualche secondo. Il dettaglio interessante è che all’inizio erano state scelte batterie al carbonio, ma non ce la facevano a sostenere i picchi di corrente. Le alcaline, più robuste, hanno retto meglio la pressione.
L’esperimento suggerisce indirettamente un concetto interessante. Se un desktop tradizionale riesce a funzionare per qualche minuto con un groviglio di batterie stilo, significa che l’efficienza energetica moderna ha fatto passi enormi nel tempo.
