Un messaggio breve, diretto, apparentemente scritto da una persona conosciuta: «Puoi prestarmi 880 euro? Devo pagare il dentista, ho un problema con la carta». Su WhatsApp basta questo per far scattare l’inganno. La cosiddetta “truffa del dentista” si sta diffondendo rapidamente e nelle ultime ore ha colpito anche il sindaco di Drapia, Alessandro Porcelli, finito al centro del raggiro.
Il meccanismo è tanto semplice quanto efficace. I malviventi riescono a impossessarsi dell’account WhatsApp della vittima attraverso un primo contatto ingannevole. Un finto concorso, una richiesta di voto, un link che sembra innocuo. Una volta cliccato, viene chiesto di inserire un codice ricevuto via sms. Quel codice, però, è la chiave di verifica dell’app. Comunicarlo significa consegnare l’accesso del proprio profilo ai truffatori.
Da quel momento l’account viene utilizzato per inviare messaggi a tutti i contatti in rubrica. Il testo è studiato per creare pressione psicologica: un’urgenza sanitaria, una cifra precisa, la promessa di restituzione in poche ore. Se il destinatario mostra disponibilità, arriva un Iban , spesso italiano, e l’invito a effettuare un bonifico immediato, con tanto di richiesta di ricevuta.
WhatsApp, il rischio concreto, quando la truffa si traduce in bonifici reali
Nel caso del sindaco Porcelli, tutto è iniziato con un link ricevuto per votare in un presunto concorso. Dopo averlo aperto, il suo profilo WhatsApp è stato violato. «Da stamattina centinaia di messaggi che sembrano mandati da me», ha raccontato, spiegando di aver ricevuto telefonate continue da amici e conoscenti insospettiti.
La forza di questa truffa su WhatsApp sta nella fiducia. Il messaggio arriva da un numero salvato in rubrica, con nome e foto reali. È questo dettaglio a rendere credibile la richiesta e a spingere alcuni a non verificare ulteriormente. Nel caos delle telefonate ricevute, anche un familiare del sindaco ha effettuato un bonifico, convinto di aver avuto conferma della richiesta. Solo l’intervento della banca, insospettita da un movimento anomalo, ha bloccato il pagamento.
Le forze dell’ordine invitano alla massima prudenza. In presenza di richieste improvvise di denaro su WhatsApp, è fondamentale interrompere la conversazione e contattare direttamente la persona interessata tramite una chiamata o un altro canale. Segnalare la chat come spam e attivare la verifica in due passaggi sono ulteriori strumenti utili per proteggere il proprio account.
La “truffa del dentista” non richiede competenze informatiche sofisticate. Si basa su un elemento universale, la fiducia nei confronti di chi conosciamo. Proprio per questo può colpire chiunque, indipendentemente dall’età o dal ruolo ricoperto.
