Un appello diretto al Governo, firmato da 150 tra scienziati ed economisti italiani impegnati nello studio del cambiamento climatico. Tra loro figura anche il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi. Al centro della lettera aperta c’è la richiesta di sostenere con maggiore convinzione gli strumenti europei per la decarbonizzazione. Ciò in particolare a partire dal sistema ETS, l’Emission Trading System che regola lo scambio delle quote di emissione di gas serra a livello comunitario.
Gli studiosi esprimono preoccupazione per alcune recenti prese di posizione dell’esecutivo. quest’ultime infatti vengono considerate un passo indietro rispetto agli impegni assunti in sede europea. In particolare, il riferimento è al decreto bollette pubblicato di recente e alla volontà di rivedere il meccanismo ETS. Una scelta che secondo i firmatari rischia di indebolire uno degli strumenti chiave della politica climatica.
Nella lettera si sottolinea che il realismo scientifico non può essere confuso con pessimismo. Gli eventi climatici estremi che colpiscono con frequenza il territorio italiano vengono citati come segnali concreti di una vulnerabilità strutturale. Niscemi è indicata come simbolo di un Paese esposto a rischi sempre più evidenti. Adattamento e mitigazione, spiegano gli esperti, devono procedere insieme. Senza una riduzione significativa delle emissioni a tutti i livelli, le politiche di adattamento diventano più costose e meno efficaci, fino a risultare impraticabili.
Transizione energetica e Green Deal, il dibattito politico tra scienza e Governo
Il documento critica poi un approccio che privilegia la gestione dell’emergenza rispetto alla prevenzione. Secondo i firmatari, continuare a stanziare fondi per la ricostruzione post-disastro senza attuare pienamente il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici significa inseguire i problemi invece di prevenirli.
La posizione degli scienziati è netta. Ostacolare o rallentare la transizione energetica espone il sistema produttivo italiano a rischi sempre più alti. Ciò sia dal punto di vista tecnologico sia finanziario. La riduzione dei costi dell’energia non si ottiene intervenendo sui meccanismi europei di scambio delle emissioni, ma velocizzando lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica.
Il richiamo è rivolto anche agli obiettivi del Green Deal europeo, che punta alla neutralità climatica entro il 2050 e prevede tappe intermedie già nel 2040. Secondo i firmatari, l’Italia dovrebbe rafforzare il proprio impegno senza rimettere in discussione strumenti che ha contribuito ad approvare.
La lettera non è solo una presa di posizione tecnica. Si tratta di un invito politico a considerare la crisi climatica come una priorità strutturale e non contingente. La comunità scientifica chiede al Governo una visione di lungo periodo. Sono necessarie evidenze scientifiche e responsabilità verso le generazioni future.
