Un titolo molto atteso che sta per sbarcare sulle principali console da salotto sicuramente è Marathon, il titolo infatti arriverà il prossimo 5 marzo su PlayStation 5, Xbox Series e PC e l’azienda che ha sviluppato il titolo, Bungie, ha pubblicato sul proprio blog ufficiale un post all’interno del quale ha voluto affrontare uno dei temi più spinosi per un gioco live service del genere, parliamo ovviamente del cheating.
Si va verso il pugno di ferro
Il team lo ha detto in modo abbastanza diretto e senza girarci attorno, affermando che non intende usare mezze misure nei confronti di chi verrà colto in fallo e ha già ufficializzato che utilizzerà una politica pari a tolleranza zero, il tutto rappresentato dall’applicazione di ban permanenti già alla prima infrazione, non ci saranno dunque seconde possibilità o sistemi a scaglioni, decisione presa in modo tale che i giocatori sappiano fin dall’inizio che l’utilizzo di strumenti non autorizzati avrà una sola ed unica conseguenza, la perdita immediata del loro account insieme all’impossibilità di continuare ad utilizzare il proprio acquisto dal momento che il titolo in questione non è un free to play.
L’azienda ha voluto specificare che la radicalità di queste misure si basa sul fatto che l’azione contro chi bara non deve essere un semplice deterrente, deve passare infatti direttamente tramite l’applicazione di pratiche volte al disincentivare l’utilizzo di strumenti di terze parti creati appositamente per barare in modo da danneggiare anche questi ultimi.
Nello specifico, emerge come i server avranno l’autorità completa su tutti gli aspetti del gioco come il movimento, la gestione degli oggetti e anche il gunplay, in tal modo sarà possibile prevenire che determinati interventi direttamente sul client di gioco possano teletrasportare il giocatore, alterarne il quantitativo di munizioni rimanenti o modificare il damage subito.
Come se non bastasse, l’azienda ha pensato bene di dotare il proprio videogioco anche del sistema anticheat BattlEye, una protezione a livello kernel, in modo da offrire un ulteriore livello di sicurezza per cercare di bloccare i software utilizzati dai bari.
