Nel 2025 il mercato europeo degli smartphone ha dato l’impressione di camminare su un filo sottile. In equilibrio tra stabilità e rallentamento. Le spedizioni, Russia esclusa, si sono fermate a 134,2 milioni di unità, con un lieve calo dell’1% rispetto all’anno precedente. Una variazione contenuta, ma sufficiente a ribadire che la domanda non ha ancora ritrovato quella spinta che aveva caratterizzato altri periodi. Il contesto resta cauto, complice un mix di fattori economici e di cambiamenti regolatori che stanno ridefinendo le regole del gioco. Nel dettaglio, le nuove normative europee su eco-design e l’obbligo di adozione della USB-C non sono state semplici dettagli tecnici. Hanno inciso sulle strategie dei produttori, influenzando il rinnovo delle gamme e accelerando il ritiro di modelli non conformi. Tale riassetto si è riflesso sui numeri dell’intero anno, anche se il quarto trimestre ha mostrato un segnale incoraggiante. Si parla, infatti, di 39,8 milioni di unità spedite, in crescita del 3% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Settore smartphone in Europa in continuo cambiamento?
Se si osserva la traiettoria degli ultimi dieci anni, emerge una trasformazione strutturale. I volumi odierni restano lontani dai picchi di metà anni 2010, quando l’adozione degli smartphone era ancora in piena espansione. Oggi il settore appare più maturo, con ritmi di rinnovo più lenti e una maggiore attenzione dei consumatori al rapporto tra innovazione e prezzo. In tale scenario, Samsung si conferma leader con 46,6 milioni di unità spedite. Il dato è praticamente invariato rispetto al 2024, ma la quota di mercato cresce leggermente. Dopo una prima metà d’anno meno brillante, la ripresa è arrivata grazie soprattutto al Galaxy A56, arrivato come modello di riferimento nel mercato europeo.
Apple, invece, è il brand che mostra la progressione più evidente. Le spedizioni salgono a 36,9 milioni di unità, portando la quota al 27%. A trainare la crescita non sono stati soltanto i modelli più recenti, ma anche l’effetto della transizione verso la USB-C, che ha spinto parte degli utenti ad aggiornare i propri dispositivi. Xiaomi mantiene la terza posizione con una quota stabile, pur registrando un lieve arretramento nei volumi. Motorola resta quarta nonostante una flessione annua, mostrando segnali di recupero nella seconda metà del 2025. HONOR, infine, entra per la prima volta nella top 5, sostenuta dalla buona accoglienza dei modelli più accessibili. Guardando al 2026, tra possibili pressioni sui costi e incertezze della filiera, la sensazione è che resilienza e flessibilità strategica saranno più decisive nel settore smartphone in Europa.
