Il 2025 per quanto riguarda l’Italia ha segnato un record negativo per quanto riguarda le truffe online, gli episodi sono aumentati e allo stesso tempo sono diventati decisamente più complessi e sofisticati da riconoscere, nessuno è al sicuro ed infatti in base ai dati emersi dal Cert Agid, nel corso del 2025 i casi registrati di attacchi informatici ammontano addirittura a 116.498, ciò indica un’incursione all’incirca ogni cinque minuti, segnale di come l’Italia venga ritenuta un terreno decisamente fertile per questi utenti decisamente discutibili.
Le truffe preferite sono decisamente quelle che sfruttano PagoPA e le false comunicazioni via PEC, canali normalmente percepiti come sicuri e che dunque tendono a far abbassare la guardia alla vittima, il tutto sfrutta le classiche campagne di phishing che stanno diventando sempre più affinate e sfruttano messaggi credibili che simulano solleciti di pagamento reali, il tutto tra l’altro viene esacerbato dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale che i criminali riescono a sfruttare per produrre testi assolutamente realistici.
PagoPA e le PEC le più utilizzate
In base ai dati emersi dalla struttura dell’agenzia per l’Italia digitale, il quadro sembra davvero preoccupante dal momento che sono state registrate solamente nel 2025 ben 3620 campagne dannose all’interno del territorio nazionale, la maggior parte di queste hanno utilizzato PagoPA è in 328 episodi nello specifico per creare falsi solleciti di pagamento.
Nella stessa maniera i truffatori sfruttano anche la PEC, strumento legale normalmente riconosciuto come attendibile che inavvertitamente diventa veicolo privilegiato per le campagne di phishing, la mail certificata infatti trasporta malware inviati dagli ahckers con un aumento addirittura dell’80% rispetto all’anno precedente, per inviarli i truffatori sfruttano specifici file compressi come zip e rar, i quali arrivano con l’attributo di file correlati a fatture o documenti lavorativi.
Tornando a parlare di numeri, Cert Agid ha individuato bene il 51.330 indicatori di compromissione di cui 38.798 malware collegati a 90 famiglie diverse e 12.732 phishing che invece riguardavano 153 brand, tali dati ovviamente sono un indicatore importante per far capire ai cittadini quali misure adottare per difendersi.
Parlando proprio di difesa, individuare una truffa digitale diventa sempre più difficile ma non è impossibile, i segnali inequivocabili da tenere d’occhio sono quelli legati all’urgenza che spesso caratterizza le comunicazioni fraudolente, si parla infatti spesso di multe salate da pagare immediatamente onde evitare sanzioni pesanti o bollette sospese da risolvere immediatamente per evitare la sospensione dell’utenza, un’altra strategia spesso presente è quella di indirizzare le vittime verso siti web imitati alla perfezione all’interno dei quali vi verrà chiesto di inserire i codici delle vostre carte di credito.
Ovviamente ciò non esclude che possiate ricevere veramente una mail correlata magari a una multa dimenticata, per evitare problemi cercate di verificare l’autenticità del mittente magari telefonando all’azienda il cui nome appare utilizzando i recapiti ufficiali per chiedere conferma.
