Kimera K-39 è il nome che fa battere il cuore a chiunque abbia un debole per le auto italiane portate all’estremo. Il marchio piemontese, già protagonista con le celebri EVO37 ed EVO38, ha deciso di alzare ulteriormente il livello con un progetto che nasce da zero e non si accontenta di essere l’evoluzione di qualcosa di già visto. Parliamo di una hypercar stradale con un motore V8 biturbo firmato Koenigsegg, capace di sprigionare la bellezza di 1.000 CV, e un design che strizza l’occhio alle leggendarie sfide endurance degli anni Ottanta.
Il punto di partenza stilistico è la Lancia Beta Montecarlo, quella coupé a motore centrale prodotta tra il 1975 e il 1981 che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’automobilismo. Kimera K-39 ne riprende le proporzioni: carrozzeria bassa, lunga e larga, con un sapore che riporta immediatamente a quell’epoca. Il legame con le sorelle EVO37 ed EVO38 resta evidente, ma qui l’approccio è decisamente più tecnologico, più avanzato, più ambizioso.
A proposito del nome: il prefisso “K”, da Kimera, ha sostituito “EVO” proprio per segnalare che non si tratta della naturale prosecuzione di un modello esistente. Il numero 39, invece, rappresenta il progressivo del progetto e fa il verso alle vetture del Gruppo 5 che dominavano il Mondiale Marche negli anni Ottanta. Un omaggio neanche troppo velato, insomma.
Design estremo e aerodinamica da competizione
Dal punto di vista estetico, Kimera K-39 non passa inosservata nemmeno da lontano. Le linee sono tese, affilate, frutto di uno studio aerodinamico che prende in prestito soluzioni dalle categorie più prestigiose del motorsport. L’obiettivo dichiarato è entrare in competizione diretta con le hypercar di riferimento, e per farlo i tecnici hanno puntato su elementi come l’S-Duct per la gestione dei flussi d’aria nella parte anteriore, un diffusore generoso al posteriore e un enorme alettone che ricorda i gioielli del passato. I gruppi ottici circolari, sia davanti che dietro, regalano un’immagine da brividi. E la vista posteriore? Qualcuno ci ha intravisto lo spirito della Ferrari F40, e non è un paragone che si fa a cuor leggero.
Oltre alla versione standard, Kimera Automobili ha svelato anche una speciale configurazione “Pikes Peak“, pensata appositamente per affrontare la celebre corsa in salita sulle montagne del Colorado. La competizione si disputa ogni anno sul Pikes Peak, una montagna alta 4.301 metri situata a 16 km a ovest di Colorado Springs. Per questa versione, Kimera K-39 sfoggia appendici aerodinamiche dedicate e un assetto completamente orientato all’utilizzo in pista.
Il cuore pulsante: V8 biturbo Koenigsegg da 1.000 CV
Il vero pezzo forte sta sotto al cofano. Dalla collaborazione con la casa svedese Koenigsegg è nato un V8 biturbo dedicato che eroga 1.000 CV a 7.350 giri/min e una coppia monstre di 1.200 Nm a 5.500 giri/min, con limitatore fissato a 8.250 giri/min. Secondo Kimera, il propulsore è stato specificamente adattato alla K-39 per raggiungere prestazioni di altissimo livello. Il sistema di sovralimentazione è stato alleggerito e perfezionato, così da garantire una risposta dell’acceleratore praticamente immediata. Dettaglio interessante: il V8 può ricevere aggiornamenti software over the air tramite la piattaforma cloud sviluppata dal marchio nordico.
Non manca poi il contributo di Dallara, coinvolta per assicurare che le prestazioni da capogiro si accompagnino a un coinvolgimento di guida unico nel suo genere. E il mercato ha già risposto con entusiasmo: prima ancora della presentazione ufficiale in Italia, oltre venti esemplari risultavano già assegnati a clienti selezionati, compresi i primi dieci in configurazione Pikes Peak.
