Il bisfenolo A è formalmente vietato nell’Unione Europea nei materiali a contatto con gli alimenti da gennaio 2025. Eppure, lattine e barattoli che lo contengono sono ancora presenti sugli scaffali. La ragione è normativa: il regolamento europeo prevede un periodo transitorio che consente la commercializzazione di determinati prodotti fino al 2028.
A riportare l’attenzione sul tema è stato Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, che ha ricordato come il divieto sia già in vigore, ma con tempistiche di adeguamento progressive per le aziende.
Cos’è il bisfenolo A e perché preoccupa
Il bisfenolo A (BPA) è una sostanza chimica utilizzata dagli anni ’60 nella produzione di plastiche in policarbonato e resine epossidiche. È presente in numerosi oggetti di uso quotidiano: rivestimenti interni delle lattine per legumi e bevande, contenitori alimentari, carta termica degli scontrini.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il BPA è un interferente endocrino. Significa che può alterare il sistema ormonale mimando l’azione degli estrogeni. Questa capacità di interferire con l’equilibrio endocrino è alla base delle preoccupazioni sanitarie.
Tra i possibili effetti associati figurano problemi legati alla fertilità, alterazioni della pubertà, disturbi metabolici come obesità e diabete, oltre a un potenziale legame con tumori ormono-dipendenti. Le evidenze scientifiche hanno spinto le autorità europee a rivedere in modo drastico i limiti di sicurezza.
Il nuovo limite Efsa e il divieto europeo
Nel 2023 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha aggiornato la valutazione del rischio, fissando una nuova dose giornaliera tollerabile pari a 0,2 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno. Il dato è particolarmente significativo: si tratta di una soglia 20.000 volte inferiore rispetto al limite precedente di 4 microgrammi per chilogrammo.
Secondo gli esperti, l’esposizione media della popolazione europea superava ampiamente il nuovo valore di sicurezza, configurando un rischio potenziale per tutte le fasce d’età. Da qui l’adozione del Regolamento (UE) 2024/3190, che vieta l’uso del BPA nei materiali destinati al contatto con alimenti.
Il divieto è entrato in vigore a gennaio 2025, ma il periodo di transizione consente alle imprese di smaltire le scorte e adeguare i processi produttivi fino al 2028.
Come ridurre l’esposizione
In attesa della completa uscita dal mercato dei prodotti contenenti BPA, alcuni comportamenti possono contribuire a ridurre l’esposizione. Gli esperti suggeriscono di limitare il consumo di alimenti conservati in lattine e barattoli con rivestimenti interni potenzialmente contenenti bisfenolo A. È consigliabile evitare di riscaldare cibi in contenitori di plastica, soprattutto nel microonde, perché il calore può favorire il rilascio della sostanza.
Una scelta più prudente consiste nell’acquistare e conservare alimenti in vetro, acciaio o ceramica, materiali considerati più sicuri sia per la conservazione sia per la cottura.
Il divieto europeo segna un passaggio importante nella regolazione degli interferenti endocrini, ma la fase di transizione rende ancora attuale l’attenzione dei consumatori. La presenza sugli scaffali non implica conformità ai nuovi standard: indica solo che il calendario normativo non è ancora arrivato alla sua scadenza definitiva.
