Nel mondo della fotografia mobile, l’elaborazione algoritmica spinta è diventata uno degli elementi più discussi. Se da un lato l’intelligenza artificiale migliora esposizione, nitidezza e gamma dinamica, dall’altro spesso restituisce immagini eccessivamente saturate o artificiali. È proprio in questo contesto che si inserisce Zerocam, applicazione nata con l’obiettivo di ridurre al minimo l’overprocessing e offrire un approccio più essenziale allo scatto.
Dopo il debutto iniziale su iOS e l’arrivo su Android nel 2024, Zerocam compie ora un passo importante con la versione 2.0. L’aggiornamento introduce la funzione Zero Looks, una raccolta di profili colore applicabili in tempo reale. Non si tratta dei classici filtri aggressivi tipici delle app social, ma di gradazioni cromatiche ispirate al mondo cinematografico, pensate per essere discrete e coerenti con la filosofia minimalista dell’app. Gli sviluppatori hanno annunciato anche un aggiornamento periodico dei profili, con nuove varianti che verranno aggiunte su base mensile.
Resta centrale l’idea di limitare l’intervento software dopo la pressione dell’otturatore. Zerocam punta a lasciare spazio all’intenzione fotografica dell’utente, riducendo automatismi invasivi e restituendo file più neutri, adatti anche a successive lavorazioni in post-produzione.
Zerocam 2.0: multi-esposizione, supporto alle lenti e modello in abbonamento
Tra le novità più rilevanti della versione 2.0 troviamo la modalità Multi-Esposizione, che permette di combinare due fotogrammi in un unico scatto direttamente dall’app. Si tratta di una funzione pensata per chi desidera sperimentare con composizioni creative senza passare da software esterni di editing.
Un altro miglioramento rilevante riguarda il supporto alle diverse lenti degli smartphone moderni. In fase beta, Zerocam introduce la possibilità di passare tra grandangolare, ultra-grandangolare e teleobiettivo. La disponibilità effettiva però dipende dalle API messe a disposizione dai singoli produttori, un limite che non può essere aggirato dall’app stessa.
L’interfaccia è stata poi ottimizzata per i dispositivi pieghevoli, adattandosi alle diverse configurazioni dello schermo. Sotto il profilo tecnico, il motore di elaborazione è stato ricostruito per offrire toni più puliti e file RAW e JPG di qualità superiore. Il principale punto critico resta però il modello in abbonamento. Zerocam consente di effettuare gratuitamente solo i primi cinque scatti, dopodiché è necessario sottoscrivere un piano a pagamento, disponibile in formula mensile o annuale. Una scelta che ha suscitato qualche malumore tra gli utenti, ma che riflette la volontà di sostenere uno sviluppo continuo e indipendente.
