Negli ultimi anni le conferenze tecnologiche sono diventate quasi una routine. Chi partecipa spesso può notare un dettaglio curioso: l’espressione “intelligenza artificiale” risuona fin troppo spesso. Eppure, nonostante l’entusiasmo, i titoli roboanti e gli investimenti miliardari, la realtà dei fatti sembra un po’ più prudente. Ciò avviene perché l’AI, almeno al momento, non sta ancora traducendosi nei guadagni di produttività che molti avevano immaginato. Lo conferma un’ampia indagine condotta su oltre 6.000 dirigenti, pubblicata dal National Bureau of Economic Research e ripresa da Fortune.
L’AI ancora non ha portato ai risultati sperati nel mondo del lavoro?
Il divario tra aspettative e risultati è evidente. Circa il 70% delle aziende dichiara di utilizzare strumenti basati su AI. Eppure, più dell’80% ammette di non aver visto alcun effetto tangibile né sulla produttività, né sui livelli occupazionali. È curioso pensare che, nonostante le previsioni ottimistiche dei manager, che stimano nei prossimi tre anni un aumento della produttività dell’1,4% e una riduzione del personale dello 0,7%, la realtà concreta sia più misurata. Anche tra chi lavora ogni giorno con tali tecnologie, l’adozione diretta è ancora limitata. Solo un terzo dei dirigenti afferma di utilizzare l’AI nel proprio lavoro, mediamente per circa un’ora e mezza a settimana, mentre un quarto non la usa affatto.
C’è anche un altro lato della medaglia. Alcune ricerche, come quella della Harvard Business Review, sottolineano che l’AI può anche avere effetti collaterali indesiderati. Migliorare la produttività in modo marginale va spesso a scapito del benessere dei lavoratori, costretti a correggere errori prodotti dalle stesse macchine e a fare straordinari per recuperare il terreno perduto. Aumentando, in tal modo, il rischio di burnout. In sostanza, l’intelligenza artificiale è qui, è potente, promette rivoluzioni, ma per ora il grande salto in termini di produttività resta più una speranza che una realtà concreta. Non resta che attendere e scoprire se con il passare del tempo si verificherà davvero un salto decisivo.
