Samsung Galaxy S26 Ultra è comparso in rete prima del previsto, finito nelle mani di un creatore di contenuti che l’ha comprato in anticipo e ha pubblicato immagini e video che mostrano praticamente tutto. La fuga d’informazioni arriva da un hands on denso di dettagli: design, confronto con rivali, il comportamento della penna e, soprattutto, la prima dimostrazione pratica della tanto chiacchierata funzionalità privacy.
Primi scatti e considerazioni sul design del nuovo Galaxy S26 Ultra
Il filmato e le foto condivise mostrano il nuovo modello in una variante bianca che convince per linee e finiture. Nel materiale pubblicato emerge chiaramente il nome del protagonista della vicenda, il creatore Sahil Karoul, che ha postato su Twitter X e Instagram i contenuti dopo aver acquistato il telefono a Dubai. Le immagini mettono a confronto il dispositivo con altri top di gamma, inclusi l’iPhone 17 Pro Max e un esemplare malridotto di Galaxy S25 Ultra, offrendo un riferimento immediato sulle dimensioni e sul linguaggio estetico.
Il comparto fotocamere sembra coerente con l’evoluzione della serie, ma è l’ergonomia a catturare l’attenzione: la penna integrata non è cambiata radicalmente e, in un post, si nota come la S Pen fuoriesca in modo strano se inserita al contrario. Altro dettaglio significativo, confermato dalle immagini e dai commenti, è l’assenza del Bluetooth nella penna, una scelta già adottata nella generazione precedente che porta a qualche rimpianto tra chi sperava in una penna più “intelligente”.
La novità che interessa a molte persone: il nuovo Privacy Display
Il pezzo forte del leak è la dimostrazione del Privacy Display, la tecnologia che rende lo schermo scuro quando lo si guarda da angoli obliqui. Il comportamento è molto simile ai classici vetri privacy usati come protezione, con il display che diventa praticamente nero se non si è in asse con lo schermo. Nel filmato non è chiaro se l’effetto possa essere applicato solo a porzioni dello schermo oppure se sia limitato all’intera superficie, anche se in passato teaser e alcune indiscrezioni avevano lasciato intendere la possibilità di una protezione selettiva per app o aree specifiche.
Resta da verificare come questa soluzione si comporti nella vita reale, rispetto a ciò che si vede attraverso l’obiettivo di una fotocamera. Nelle clip pubblicate il comportamento appare immediatamente efficace, ma l’esperienza soggettiva, la resa in ambienti molto luminosi e la fedeltà dei colori potrebbero raccontare una storia diversa. La privacy visuale potrebbe trasformarsi in un vantaggio concreto per chi lavora in spazi affollati o viaggia spesso, ma servirà una prova diretta per capire l’impatto su usabilità e consumi della batteria.



