Il richiamo Toyota Tundra legato al motore V6 biturbo non smette di allargarsi. Il costruttore giapponese ha appena aggiunto circa 44.000 unità alla lista già lunghissima di pick-up che necessitano la sostituzione del propulsore, e a questo punto il totale supera abbondantemente il quarto di milione di veicoli coinvolti. Una cifra che fa impressione, soprattutto se si considera che parliamo di un marchio che sulla affidabilità ha costruito praticamente tutta la propria reputazione.
Il problema è sempre lo stesso: durante la fase di produzione, detriti metallici finiscono all’interno del motore. Quei frammenti possono danneggiare il cuscinetto principale numero 1, portando potenzialmente a un guasto completo del propulsore. La faccenda era già esplosa nel 2024, quando Toyota aveva accettato di sostituire i motori di oltre 102.000 mezzi. A fine 2025, poi, migliaia di altri esemplari erano stati aggiunti alla lista, estendendo il richiamo anche al model year 2024. Oltre a Toyota Tundra, il problema riguarda anche Lexus GX e Lexus LX nella versione solo benzina.
Toyota Tundra: controlli extra che non hanno funzionato
Quello che rende questo nuovo richiamo particolarmente imbarazzante per Toyota è un dettaglio tecnico tutt’altro che trascurabile. Stando a quanto dichiarato dalla stessa casa automobilistica, i motori coinvolti in quest’ultima tranche erano stati assemblati con controlli aggiuntivi pensati proprio per eliminare i residui di lavorazione. Eppure, anche dopo queste precauzioni supplementari, i detriti rimasti si sono rivelati sufficienti a causare danni al cuscinetto principale e quindi a riprodurre lo stesso identico problema.
È una situazione che non fa una bella figura, diciamolo chiaramente. Parliamo di pick-up, veicoli che per definizione dovrebbero essere robusti e affidabili. E parliamo di Toyota, non di un costruttore qualunque.
Il costruttore giapponese ha comunque fatto sapere che i motori prodotti dopo quelli inclusi in questo richiamo montano un cuscinetto principale numero 1 migliorato, progettato per resistere meglio a eventuali detriti residui. Una formulazione interessante, perché di fatto ammette che qualche residuo di lavorazione potrebbe continuare a sfuggire ai controlli, anche se i nuovi componenti dovrebbero reggere meglio. Le Tundra ibride, intanto, restano escluse dal richiamo.
Proprietari frustrati e rimedi ancora da definire
Tra i proprietari di Toyota Tundra coinvolti, il clima è un misto di stanchezza e scetticismo. Nelle discussioni online c’è chi racconta di aver avuto il motore guasto prima ancora di essere coperto dal richiamo, esprimendo preoccupazione per la sicurezza del veicolo, soprattutto con bambini piccoli a bordo. Una frustrazione comprensibile, considerato che il problema si trascina ormai da anni e continua ad allargarsi anziché restringersi.
Toyota ha dichiarato di aver già riparato più di 77.000 veicoli. Però le soluzioni per questo ultimo lotto di 44.000 unità, così come per l’espansione annunciata a novembre 2025, non sono ancora state finalizzate.
