Il Decreto Bollette mette al centro le famiglie con redditi bassi, puntando su un sconto diretto in fattura collegato all’ISEE. La soglia di accesso resta fissata sotto i 9.796 euro, mentre sale a 20.000 euro per i nuclei numerosi con almeno quattro figli. Il beneficio massimo arriva a 115 euro e si somma al contributo già attivo, portando il sostegno complessivo a 315 euro annui. Accanto al bonus sociale compare un meccanismo parallelo: le società energetiche possono offrire una riduzione volontaria di almeno 60 euro all’anno alle famiglie con ISEE fino a 25.000 euro che restano fuori dal perimetro del bonus.
In cambio ottengono incentivi di visibilità commerciale. La misura crea così una fascia di protezione intermedia e amplia la platea dei beneficiari senza gravare interamente sui conti pubblici. L’impostazione privilegia interventi selettivi, con l’intento di limitare l’impatto dei prezzi energetici sui bilanci domestici e di stabilizzare la spesa in un periodo segnato da volatilità.
Alleggerire i costi delle imprese
Sul fronte produttivo il Decreto agisce sugli oneri di sistema, riducendo le bollette di luce e gas per oltre quattro milioni di aziende. Il finanziamento passa dall’aumento del 2% dell’IRAP sulle imprese che producono, distribuiscono e forniscono energia. Le risorse raccolte, stimate in circa un miliardo in tre anni, alimentano un fondo destinato a tagliare i costi energetici di artigiani, ristoratori e piccole e medie imprese, con benefici medi che variano da alcune centinaia a diverse migliaia di euro l’anno. Si affianca anche una novità strutturale ove il disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas attraverso una piattaforma di acquisto diretto dai produttori secondo i Power Purchase Agreement. Il meccanismo riduce l’esposizione alle dinamiche speculative del mercato all’ingrosso e consente accordi a prezzi più stabili, favorendo la competitività industriale e investimenti a lungo termine.
ETS e partita europea
La misura più discussa del Decreto Bollette riguarda però lo scorporo del costo degli ETS dal prezzo delle energie rinnovabili. La scelta, difesa dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parte dall’idea che le quote di emissione gravino sulle fonti fossili e non sulle rinnovabili, ma incidano comunque sul prezzo finale. Per entrare in vigore serve il via libera dell’Unione Europea, chiamata a valutare la compatibilità con le regole del mercato unico. Se l’autorizzazione arriva, il complesso delle norme produce un taglio delle bollette aziendali e rafforza la tutela delle famiglie vulnerabili. Il Decreto Bollette assume così il profilo di una manovra anti-rincari che combina interventi sociali, leve fiscali e scelte di politica energetica con ricadute immediate sui costi quotidiani.
