Tutti quanti siamo consapevoli della preoccupante crisi delle memorie RAM che sta affliggendo il mercato dell’informatica di consumo, la situazione sembra decisamente delicata dal momento che i prezzi di questi chip continuano a salire e la luce in fondo al tunnel sembra decisamente lontana, a rincarare la dose ci ha pensato l’amministratore delegato di Phison che ha lanciato una previsione tutt’altro che rassicurante, tramite un posto su Twitter infatti l’uomo avrebbe espresso pubblicamente una previsione caratterizzata da un’ondata di chiusure tra i produttori di dispositivi entro il 2026 schiacciati dai continui aumenti di prezzo per quanto riguarda NAND e DRAM, provocati ovviamente da una domanda insaziabile da parte del settore dell’intelligenza artificiale, la dichiarazione è stata fatta in cinese dunque va presa comunque con le pinze a causa della palese barriera linguistica.
Una previsione preoccupante
Secondo l’uomo nello specifico le chiusure potevano iniziare già fine 2025 e non dovevano necessariamente riguardare aziende intere ma probabilmente alcune linee di prodotti, il leader dell’azienda nello specifico si è concentrato anche su aziende occupate in controller per SSD e soluzioni storage, sottolineando anche un possibile calo della produzione di smartphone tra 200 e 250 milioni di unità, aggiungendo anche possibili contrazioni notevoli per pc e TV, tra l’altro l’Uomo ha citato anche che le aziende stimerebbero una carenza strutturale addirittura fino a oltre il 2030.
Nello specifico l’uomo ha affermato come la faccenda diventi ancora più complicata a causa della presenza di alcune pratiche commerciali decisamente inedite che alcuni produttori di memoria hanno iniziato ad attuare per proteggere il proprio mercato, alcuni di questi infatti pare stiano chiedendo addirittura tre anni di pagamento anticipato in modo da avere la possibilità di investire nell’ampliamento delle proprie linee produttive, tale tipo di investimento però non è da tutti e solo i colossi possono permetterselo, ciò ovviamente pone in seria difficoltà i pesci più piccoli che per l’appunto rischiano di chiudere.
L’uomo ha però espresso anche un possibile lato positivo di questa faccenda dal momento che è un rallentamento così repentino delle linee produttive potrebbe avere come effetto collaterale l’allungamento della vita di alcuni prodotti di elettronica di consumo.
