Il 2026 rischia di diventare un anno complicato per chi vuole acquistare tecnologia. La crisi delle memorie, alimentata dalla domanda crescente del settore AI e dei data center, sta spingendo verso l’alto i prezzi di RAM e SSD in modo drastico. E se i grandi produttori riescono ad assorbire parte degli aumenti, per i brand più piccoli la situazione è molto più complessa. Tra questi c’è Framework, azienda nota per i suoi laptop e desktop modulari, riparabili e aggiornabili. Negli ultimi mesi ha dovuto ritoccare i listini praticamente con cadenza mensile.
RAM alle stelle: numeri che fanno impressione
I dati parlano chiaro. Un modulo di RAM da 8 GB che a settembre 2025 negli Stati Uniti costava circa 40 dollari oggi supera i 130 dollari. Un kit DDR5 da 96 GB (2×48 GB) è passato da 480 a oltre 1.300 dollari. Non si tratta di un piccolo rialzo fisiologico: è un cambio strutturale legato alla pressione del mercato AI, che sta assorbendo enormi quantità di chip di memoria. Quando l’offerta non cresce allo stesso ritmo della domanda, il risultato è inevitabile: prezzi in salita. Per un’azienda come Framework, che basa il proprio modello su trasparenza e modularità, l’impatto è immediato.
Stop alla vendita di RAM standalone e aumenti sui modelli DIY
Già a novembre 2025 Framework aveva sospeso la vendita dei banchi di RAM standalone. Da allora, i rincari hanno colpito soprattutto il Framework Desktop e le versioni DIY dei laptop, cioè quelle che permettono agli utenti di scegliere e installare autonomamente componenti come memoria e storage. I laptop preassemblati, per ora, hanno mantenuto prezzi più stabili, così come gli SSD. Ma la stessa azienda ha ammesso che la situazione potrebbe cambiare a breve. In alcuni casi, Framework sostiene di vendere SSD da 8 TB addirittura sotto il prezzo medio di mercato pur di non scaricare immediatamente tutto il peso sui clienti.
Durante una recente diretta streaming, il CEO Nirav Patel ha spiegato con chiarezza il problema: a differenza di colossi come Apple, Dell o Lenovo, Framework non ha lo stesso potere contrattuale nei confronti dei fornitori di memorie. Questo significa meno margine di manovra sui costi.
La strategia: trasparenza e modularità come valvola di sfogo
La via d’uscita, almeno in parte, resta la filosofia DIY. Acquistare un laptop senza RAM e procurarsi i moduli altrove — magari sul mercato dell’usato o tramite canali alternativi — diventa una strategia concreta per contenere la spesa. Framework ha ribadito che gli aumenti non sono finalizzati a migliorare i margini, ma semplicemente a coprire i costi imposti dai fornitori. Per rafforzare il rapporto con la community, l’azienda ha anche avviato un piccolo giveaway di moduli recuperati internamente: un gesto simbolico, ma coerente con l’identità del brand.
