Gli ultimi giorni per tutti gli appassionati che amano scaricare ancora manualmente le isole di Windows 11 per installarle all’interno dei propri computer sono stati decisamente tumultuosi, nello specifico infatti gli scritti al programma Insider hanno segnalato l’impossibilità di completare il download delle isole del sistema operativo, nello specifico l’errore ha riguardato due versioni, quella presente nel canale Canary, la build 28020.1611 e la Server preview build 29531, il messaggio di Microsoft sembra suggerire addirittura un blocco dell’indirizzo IP di chi tenta il download.
La vera sorpresa però è stata che tale problematica non ha colpito solamente i canali ufficiali per il download, bensì anche Rufus, quella popolare utility gratuita specializzata proprio nella creazione di drive ottici e chiavette USB avviabili con all’interno l’ISO di Windows 11, o altri sistemi operativi, per poter effettuare l’installazione diretta all’interno di un sistema.
Ipotesi e soluzione
Non appena l’errore ha dato segno di sé, lo sviluppatore di Rufus ha ipotizzato, tramite un post su GitHub, che l’artefice fosse proprio Microsoft nel tentativo di ostacolare Fido, quello specifico script presente all’interno del software che permette di effettuare il download automatico delle immagini ufficiali, a quanto pare però il tutto è stato smentito proprio dalla presenza del medesimo errore anche all’interno dei canali ufficiali per effettuare il download, il tutto sembra ricollegato ad un blocco attivo verso il dominio “ov-df.microsoft.com”, il tutto ricollegabile ad un controllo antiabuso portato a termine in modo sbagliato, non è raro infatti che tali configurazioni possano essere impostate in modo non perfettamente ideale, un po’ come quando vengono bannate delle parole che in realtà sono innocue.
Nonostante tutto, però si tratta di un semplice fatto da raccontare dal momento che allo stato attuale il tutto viene segnalato come funzionante senza nessun tipo di errore, lo sviluppatore di Rufus infatti ha già rilasciato una patch per aggirare le nuove verifiche, ripristinando il funzionamento del proprio software in modo perfetto, per quanto riguarda invece la piattaforma ufficiale, al momento il problema sembra essere circoscritto ad una minoranza di utenti e dunque non diffuso in modo generalizzato.
