La corsa globale all’intelligenza artificiale sta creando un effetto inatteso sul mercato delle console. La costruzione di nuovi data center e l’assorbimento massiccio di memorie DRAM stanno facendo salire i costi di produzione dell’hardware gaming, mettendo sotto pressione i piani dei principali produttori.
Secondo un’analisi pubblicata da Bloomberg, Sony starebbe valutando di posticipare il lancio della PlayStation 6. La finestra iniziale del 2027 potrebbe slittare al 2028 o addirittura al 2029, proprio per evitare un prezzo di debutto eccessivamente elevato in un mercato già colpito dall’aumento delle RAM.
Il vero problema sono le RAM
Il nodo centrale è la disponibilità di memorie RAM, diventate una risorsa strategica per l’ecosistema AI. I grandi player tecnologici stanno acquistando volumi enormi di DRAM per alimentare infrastrutture di calcolo sempre più potenti, riducendo la disponibilità per il settore consumer e gaming. Per Sony, l’alternativa sarebbe complessa: assorbire internamente l’aumento dei costi, con un impatto sui margini, oppure trasferirlo sui consumatori con un prezzo di lancio potenzialmente proibitivo per PlayStation 6. Il rinvio permetterebbe di attendere una stabilizzazione del mercato dei componenti, evitando una scelta industrialmente rischiosa.
Le stesse valutazioni riguarderebbero anche Microsoft, che potrebbe rallentare la tabella di marcia della prossima generazione Xbox. Se entrambe le aziende optassero per un rinvio, il ciclo vitale di PlayStation 5 e Xbox Series X and Series S verrebbe prolungato oltre le previsioni iniziali.
Nintendo e il rischio aumento prezzi
La pressione sulle RAM non riguarda solo le console future. Anche Nintendo potrebbe dover intervenire sui listini di Nintendo Switch 2. Secondo Bloomberg e un’analisi indipendente di Niko Partners, la società di Kyoto starebbe valutando un possibile aumento di prezzo nei prossimi mesi.
Un rincaro nel primo anno di commercializzazione sarebbe una mossa rara nel settore, soprattutto per una console come Switch 2, tradizionalmente legata a un posizionamento competitivo sul prezzo. Dopo l’impatto delle tariffe doganali dello scorso anno, l’impennata delle memorie rischia di rappresentare un ulteriore fattore di pressione.
Un equilibrio industriale che può cambiare
Se Sony e Microsoft dovessero posticipare le nuove console e Nintendo aumentare i prezzi, l’intero equilibrio competitivo del settore verrebbe ridefinito. Il ciclo di vita delle piattaforme attuali si allungherebbe, mentre i consumatori potrebbero trovarsi di fronte a hardware più costoso o a un rallentamento dell’innovazione nel breve periodo.
Al momento, nessuna delle aziende coinvolte ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. Tuttavia, il legame tra intelligenza artificiale, aumento delle RAM e strategie di lancio delle console appare sempre più evidente. Per la prima volta, una tecnologia esterna al mondo gaming potrebbe determinare tempi, prezzi e scelte industriali della prossima generazione.
