Un elemento divenuto ormai un fido compagno delle nostre giornate senza alcun dubbio è lo smartphone, l’oggetto in questione è nato come un semplice strumento per poter restare in contatto con le altre persone, ma con la sua evoluzione si è trasformato in una vera e propria appendice umana, tutto ciò è diventato lo specchio dell’impigrimento mentale della maggior parte delle persone che è stato direttamente proporzionale all’aumentare delle funzionalità smart dei nostri dispositivi.
Non è dunque un mistero che oggi lo smartphone soprattutto abbinato all’utilizzo dei social network come Instagram rappresenti una finestra sul mondo, ma allo stesso tempo un’importante fonte di distrazione, secondo recenti studi tutto ciò può avere un impatto notevole a lungo termine sull’utilizzatore, attenzione poiché non è lo smartphone in sé ad avere questo effetto, bensì l’uso continuo con il repentino cambio di contesto.
Gli elementi problematici
Le notifiche nello specifico sono l’elemento più deleterio in assoluto, ognuna di queste comporta infatti una piccola perdita di concentrazione oltre che di tempo, nello specifico infatti si parla proprio di costo cognitivo e di perdita della concentrazione che ovviamente ostacola il massimo rendimento all’interno di ciò che stiamo facendo in quel preciso istante.
I ricercatori che si concentrano proprio sull’attenzione ormai dei diversi anni lo affermano, già nel 2015 infatti uno studio pubblicato all’interno del Journal of Experimental psychology, ha mostrato delle evidenze sul fatto che un eventuale notifica non letta riduce in modo importante, le prestazioni all’interno dei compiti cognitivi più impegnativi, al nostro cervello basta infatti vedere lo schermo illuminarsi per prepararsi a cambiare compito per poi tornare indietro, processo che comporta una perdita di energie.
Secondo molti ricercatori una soluzione possibile potrebbe essere quella della tecnica pomodoro applicata con la modalità aereo, nello specifico a blocchi di 25 30 minuti si tiene il telefono off line, possibilmente in un’altra stanza, scaduto il timer, ovviamente non quello del telefono ma quello analogico, ci si concede una pausa di cinque minuti all’interno dei quali se proprio necessario si possono visionare le notifiche, quattro blocchi consecutivi equivalgono a un ciclo completo all’interno dei quali è prevista una pausa più lunga, in questo modo il cervello può gradualmente riabituarsi alla continuità, sebbene pare che per alcuni utenti già 25 minuti siano una piccola impresa.
