Dopo batterie, motori elettrici e piattaforme software-defined, ora la nuova partita strategica dell’industria automobilistica cinese si gioca su un componente che per oltre un secolo è rimasto quasi intoccabile: l’impianto frenante. Il Brake-by-Wire, ovvero la frenata completamente elettromeccanica gestita da centraline e attuatori, sta passando dai laboratori ai modelli di serie. E la Cina vuole essere la prima a industrializzarlo davvero. La logica è chiara: se l’auto del futuro è sempre più un computer su ruote, anche la frenata deve entrare nell’ecosistema elettronico.
Come funziona davvero il Brake-by-Wire
Nel sistema tradizionale, il pedale del freno aziona un circuito idraulico che trasferisce pressione alle pinze. Nel Brake-by-Wire questo collegamento meccanico viene sostituito da un segnale elettronico. Il pedale invia un input a un’unità di controllo che comanda attuatori elettromeccanici responsabili della forza frenante. È un cambio di paradigma. Non si tratta solo di eliminare tubi e liquido freni, ma di integrare completamente la frenata con software, sensori e sistemi ADAS. Questo consente una gestione più precisa, una migliore integrazione con la frenata rigenerativa nei veicoli elettrici e un controllo dinamico molto più sofisticato. La tecnologia non è più teorica. La nuova Exeed EX7 di Chery è già dotata di questa soluzione e altri modelli del gruppo hanno superato i test previsti dalla normativa nazionale cinese.
Il ruolo decisivo della normativa
La svolta è arrivata con lo standard GB21670-2025, emanato a maggio 2025. Questo documento definisce ufficialmente i requisiti di sicurezza per i sistemi di Electrical Transmission Braking System e stabilisce i parametri minimi per la certificazione.
È un passaggio chiave. Senza un quadro normativo chiaro, nessun costruttore può adottare una tecnologia così critica su un’auto di serie. Con questa mossa, Pechino ha dato un segnale forte all’intera filiera: il Brake-by-Wire non è un esperimento, è una direzione industriale. I fornitori cinesi si stanno già muovendo per portare la tecnologia a produzione su larga scala, con l’obiettivo di rendere il Paese un punto di riferimento globale anche nei sistemi frenanti.
