La questione della verifica dell’età sui siti per adulti torna al centro del dibattito pubblico, ma senza scossoni immediati. La notizia che il Tribunale Amministrativo Regionale avrebbe bloccato i provvedimenti dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni non trova riscontro: l’AGCOM mantiene infatti attivi i suoi atti e prosegue le attività di controllo. La questione resta di grande impatto, perché non si tratta solo di tecnologia o di burocrazia ma di una misura che punta alla tutela dei minori e alla regolazione degli spazi digitali dove l’accesso ai contenuti è sempre più facile.
Nel cuore della vicenda ci sono le norme nazionali ed europee che spingono verso sistemi di age verification più stringenti. Il commissario AGCOM Massimiliano Capitanio lo ha spiegato chiaramente durante un intervento radiofonico: misure come il parental control gratuito, il patentino digitale e il codice influencer rientrano tutti in una strategia più ampia per rendere la Rete un posto più sicuro. Quanto alla verifica dell’età per i siti pornografici, Capitanio ha ribadito che la linea operativa dell’Autorità è fondata sul quadro normativo, a partire dal decreto Caivano. Le ricostruzioni giornalistiche che raccontavano di sospensioni o stop sarebbero quindi sovrainterpretazioni. Sul piano pratico c’è chi ha controllato le fonti: Borsa Italiana ha verificato le ordinanze del Tar e conferma che i giudici hanno soltanto fissato un’udienza di merito per l’11 Marzo, senza pronunciare un provvedimento di sospensione che paralizzi l’operato dell’Autorità.
Che cosa prevede l’ordinanza del Tar e quali effetti ha
L’ordinanza del Tribunale Amministrativo, nella parte resa pubblica, dà un quadro tecnico ma significativo: si riconosce la delicatezza degli interessi coinvolti e si decide di accelerare la discussione di merito. Non è stata disposta una misura cautelare che blocchi l’efficacia dei provvedimenti AGCOM. Testualmente il Tar ha accolto l’istanza cautelare ai fini previsti dall’articolo 55 del codice del processo amministrativo e ha fissato l’udienza pubblica per l’11 Marzo 2026. Tradotto: il contenzioso sarà esaminato presto, ma fino a quel momento gli atti dell’Autorità restano pienamente efficaci. Questo crea una finestra temporale in cui le società che gestiscono piattaforme e contenuti devono continuare a rispettare le disposizioni e dove l’AGCOM può mantenere la propria attività di vigilanza e monitoraggio.
La scelta del Tar di non sospendere tutto appare motivata dall’equilibrio tra due esigenze: il diritto delle imprese di far valere le proprie ragioni in sede giudiziaria e l’urgenza della protezione dei minori in ambienti digitali dove l’esposizione a contenuti inappropriati può avere conseguenze immediate. L’udienza di merito sarà il momento in cui il quadro normativo, le modalità tecniche di verifica e i profili di privacy verranno valutati insieme, con tutte le implicazioni giuridiche del caso.
La strategia di AGCOM e i prossimi passi pratici
AGCOM non nasconde le priorità: l’obiettivo è rendere concreto il principio che l’accesso a determinati contenuti sia effettivamente limitato alle persone maggiorenni, senza però rinunciare a garanzie sulla protezione dei dati personali. Sul tavolo ci sono soluzioni diverse, dalla verifica attraverso strumenti di identità digitale fino a meccanismi che permettono di certificare l’età senza trasferire informazioni sensibili. Capitanio ha messo in fila gli strumenti già promossi dall’Autorità per creare un ecosistema più sicuro: il parental control gratuito pensato per le famiglie, la formazione digitale con il patentino e regole chiare per chi fa comunicazione online con il codice per gli influencer.
