La stampa 3D continua a trovare applicazioni sempre più concrete anche in ambito militare. In questo settore infatti la velocità di produzione e la riduzione dei costi possono fare la differenza. Il Corpo dei Marines degli Stati Uniti ha presentato un nuovo progetto basato proprio su questa tecnologia. Si tratta di un drone tattico chiamato HANX. Uno strumento realizzato interamente all’interno delle proprie strutture e senza l’utilizzo di componenti di origine cinese. L’iniziativa nasce dall’esigenza di rendere più autonoma la catena produttiva, riducendo al tempo stesso i costi e i tempi di approvvigionamento.
Il nuovo velivolo senza pilota ha un prezzo base di circa 650€. Parliamo di una cifra decisamente inferiore rispetto a molte piattaforme simili acquistate sul mercato, che possono superare i 3.700 euro. La sua struttura modulare consente di adattarlo a missioni differenti. Si va quindi dalla ricognizione al trasporto di piccoli carichi logistici, fino a impieghi offensivi a senso unico. Il drone può trasportare fino a un 1kg di carico utile ed è progettato per essere assemblato, riparato e modificato direttamente sul campo, sfruttando stampanti 3D e componenti certificati.
Droni stampati in 3D per ridurre costi e dipendenza tecnologica
Uno degli aspetti più importanti del progetto riguarda la conformità alle normative federali statunitensi. Esse infatti limitano l’uso di componenti provenienti da Paesi considerati a rischio per la sicurezza nazionale. Eliminando parti di origine cinese, i Marines puntano a ridurre eventuali vulnerabilità hardware o software e a semplificare i processi di approvazione legati ai fornitori esterni.
La produzione interna rappresenta anche un vantaggio operativo. In caso di danni o perdite sul campo, le unità possono ristabilire rapidamente la capacità operativa senza attendere nuove forniture. I droni possono essere stampati, assemblati e configurati in base alle esigenze della missione, riducendo la dipendenza dalla logistica tradizionale e aumentando la flessibilità delle operazioni.
Il Corpo dei Marines sta ora valutando come estendere questo modello ad altre unità, affiancandolo a programmi di formazione e linee guida per la produzione interna. L’obiettivo di tutto ciò? Creare un sistema più autosufficiente e adattabile, capace di rispondere rapidamente ai cambiamenti, anche se velocità e costi contenuti stanno diventando fattori sempre più decisivi.
