Il mercato delle memorie sta vivendo una nuova fase di tensione, con aumenti che in pochi mesi hanno cambiato radicalmente gli equilibri dei prezzi. All’inizio del 2026, i segnali arrivati dagli analisti parlano di rincari che, in alcuni casi, sfiorano il doppio su base trimestrale. Il fenomeno non riguarda una singola categoria di prodotti, ma l’intero comparto. Si va quindi dalle soluzioni destinate ai server fino ai dispositivi consumer.
A spingere la crescita dei listini è soprattutto la richiesta legata all’intelligenza artificiale, che ha velocizzato l’acquisto di componenti per data center e infrastrutture di calcolo. Le memorie DRAM per l’ambito server sono diventate il principale terreno di scontro tra domanda e disponibilità, con prezzi in salita a ritmi mai registrati negli ultimi anni. Un esempio concreto arriva dai moduli da 64GB per uso professionale, che in pochi mesi sono passati da circa 450 dollari a oltre 900. Un salto in avanti che fotografa bene la velocità con cui il settore si sta muovendo.
Anche le memorie NAND, rimaste relativamente stabili fino alla fine del 2025, hanno iniziato a seguire la stessa traiettoria. Gli aumenti sfiorano ormai l’80 o il 90%, segno che la pressione non si limita ai data center ma coinvolge tutta la filiera tecnologica.
Memorie più costose e strategie dei produttori
Se la situazione non cambierà nel breve periodo, gli analisti prevedono ulteriori aumenti, seppur a ritmi meno violenti. Entro la metà del 2026, alcuni moduli potrebbero superare la soglia dei 1000 dollari, prima che l’equilibrio tra domanda e offerta riporti i prezzi su livelli più stabili. A lungo termine, infatti, il rallentamento degli acquisti dovuto ai costi elevati potrebbe ridurre la pressione sul mercato.
Nel frattempo, i produttori di dispositivi si preparano a rivedere le proprie strategie. Una delle ipotesi più concrete è il rafforzamento dei modelli di fascia alta. Per questo settore infatti gli aumenti di prezzo risultano più facili da giustificare agli occhi dei consumatori. Al contrario, nel segmento medio potrebbero comparire configurazioni con meno memoria o con tecnologie di archiviazione meno costose, nel tentativo di contenere i listini.
Per il mondo degli smartphone, questa situazione potrebbe segnare la fine della corsa ai quantitativi sempre più elevati di RAM. Allo stesso modo, nel settore degli SSD potrebbe diffondersi maggiormente la tecnologia QLC, più economica rispetto alle soluzioni TLC attualmente più diffuse.
