Airbus continua a muoversi in una direzione sempre più ambiziosa quando si parla di soluzioni militari avanzate, soprattutto nel settore dei droni. A tal proposito, è emblematico un nuovo progetto: le dimensioni sono tali da farlo sembrare quasi sproporzionato, e non è un caso. L’idea alla base è quella di un vero “drone madre”, capace non solo di operare come piattaforma autonoma, ma di moltiplicare la propria efficacia attraverso altri velivoli senza pilota. Il punto di partenza è l’A400M, noto come aereo da trasporto tattico, ma che in tale nuova versione concettuale verrà ripensato. La presentazione ufficiale, almeno secondo quanto trapelato, dovrebbe avvenire entro il 2029, segno che non si tratta di una semplice esercitazione di stile, ma di un progetto che guarda alle strategie militari dei prossimi decenni. Le quali, sempre più spesso, fanno affidamento su sistemi distribuiti, sciami coordinati e capacità di saturare le difese avversarie.
Airbus A400M: ecco i recenti dettagli emersi sul progetto
Il programma nasce dalla collaborazione con un cliente europeo rimasto anonimo. Ruota attorno a un sistema modulare roll‑on roll‑off. Ciò significa che l’A400M potrà essere riconfigurato rapidamente, trasformandosi da classico cargo a piattaforma di lancio per droni direttamente dalla stiva. Nel dettaglio, si parla della possibilità di imbarcare fino a cinquanta droni, progettati per muoversi in modo coordinato e agire come un unico organismo. Secondo Airbus, tali sciami sarebbero in grado di penetrare nello spazio avversario, saturando le difese e modificando l’esito di uno scenario operativo in tempi ridotti.
Va però detto che l’A400M non è nuovo a impieghi fuori dagli schemi. Negli ultimi anni è stato adattato a missioni con droni e, soprattutto, al supporto antincendio. Airbus sta, infatti, sviluppando un kit dedicato che consente al velivolo di sganciare fino a 20.000 litri di acqua o ritardante in un singolo passaggio, con test già condotti in Spagna.
