Polestar accelera sull’integrazione delle infrastrutture europee e introduce una novità destinata a cambiare le abitudini degli automobilisti elettrici. Il marchio ha annunciato l’estensione del servizio Polestar Charge con la tecnologia Plug and Charge, che elimina passaggi e procedure manuali durante la ricarica.
Il funzionamento è pensato per essere immediato. Basta collegare il cavo alla colonnina e l’auto gestisce automaticamente autenticazione e pagamento, senza app o tessere. La funzione è già compatibile con oltre 28.000 stazioni in Europa, di cui più di 4.500 in Italia, e non prevede costi aggiuntivi per gli utenti del servizio. Al momento la tecnologia è disponibile su Polestar 2 Model Year 2026 e su Polestar3, mentre la 4 riceverà il supporto con un aggiornamento software nei prossimi mesi.
L’obiettivo è quello di ridurre la complessità che spesso accompagna la ricarica pubblica, dove applicazioni diverse, abbonamenti e sistemi di pagamento differenti possono creare confusione. Con Plug and Charge, l’esperienza si avvicina a quella di un rifornimento tradizionale. Si arriva, si collega il cavo e si riparte.
Polestar integra anche la rete Tesla
La seconda novità riguarda l’accesso diretto ai Supercharger di Tesla tramite l’app Polestar Charge. L’integrazione consente di utilizzare oltre 20.000 colonnine in più di 1.500 località europee senza uscire dall’ecosistema del marchio. Tutte le informazioni sui punti di ricarica, dalla disponibilità alle tariffe, restano consultabili nella stessa interfaccia, che dialoga anche con la navigazione di bordo basata su Google Maps.
Il sistema può così suggerire le soste più adatte in base al livello della batteria e al percorso impostato, rendendo i viaggi più semplici da pianificare. Con queste novità, Polestar Charge supera il milione di punti di ricarica pubblici disponibili, riunendo operatori internazionali e locali in un’unica piattaforma.
Il servizio include anche tariffe agevolate presso decine di migliaia di colonnine rapide gestite da numerosi operatori. L’intento è ridurre la frammentazione delle reti europee e offrire un accesso uniforme, indipendentemente dal Paese o dal gestore.
