Da tempo Google parla apertamente di una nuova esperienza desktop basata su Android. Una promessa che il colosso di Mountain View ha collocato nel 2026, ma che finora è rimasta avvolta da molti punti interrogativi. Ora, però, da alcuni documenti interni emersi nel contesto di una controversia giudiziaria negli Stati Uniti arrivano anticipazioni più concrete sul futuro di Android in modalità desktop e sul destino di Chrome OS. Si tratta di informazioni non comunicate ufficialmente al pubblico, ma sufficientemente dettagliate da delineare una roadmap di lungo periodo che potrebbe cambiare radicalmente l’ecosistema dei dispositivi Google.
Android desktop: debutto limitato nel 2026
Secondo quanto riportato nei documenti, Google sarebbe pronta a introdurre nel 2026 una vera interfaccia desktop di Android, identificata internamente con il nome Aluminium OS. Il lancio, però, non sarà aperto a tutti fin da subito. L’azienda prevede infatti una disponibilità iniziale ristretta, riservata a un gruppo selezionato di trusted tester in ambito commerciale. Un approccio prudente, pensato per testare sul campo la solidità del sistema prima di un’apertura più ampia, soprattutto sul fronte consumer.
Chi spera in un’adozione rapida e su larga scala dovrà probabilmente armarsi di pazienza. Dai documenti emerge che il rilascio completo dell’esperienza desktop Android non sarebbe previsto prima del 2028. Solo a partire da quell’anno, Google dovrebbe iniziare a estendere seriamente Aluminium OS anche ai settori aziendali e dell’educazione, due ambiti in cui oggi Chrome OS mantiene una presenza significativa, soprattutto nel mondo scolastico.
Il destino di Chrome OS è segnato
Le stesse carte chiariscono un punto cruciale: Chrome OS è destinato a scomparire, anche se non nel breve periodo. Google avrebbe già pianificato una eliminazione graduale del sistema operativo, con una data obiettivo fissata attorno al 2034. Non si tratterà quindi di una transizione brusca, ma di un processo lungo e controllato, pensato per accompagnare utenti e istituzioni verso la nuova piattaforma senza strappi.
Il motivo principale di questa lunga convivenza è tecnico e contrattuale. La maggior parte dei Chromebook attualmente in circolazione non sarebbe compatibile con Aluminium OS, rendendo impossibile una migrazione immediata. A questo si aggiunge un vincolo importante: Google ha promesso un supporto di almeno dieci anni per molti dispositivi Chrome OS già venduti. Per rispettare questo impegno, l’azienda sarebbe quindi costretta a mantenere attivo Chrome OS almeno fino al 2033. In assenza di questi obblighi, la dismissione del sistema operativo avrebbe potuto avvenire molto prima.
