Se siete tra quelli che, dopo aver finito una puntata di The Witcher, hanno subito cercato qualcosa con la stessa miscela di mostri, magia e protagonisti tormentati, tenete gli occhi puntati su Netflix. Il catalogo della piattaforma non si ferma mai, e tra uscite previste e sorprese da tutto il mondo spunta Agent From Above, una serie televisiva taiwanese che promette di mescolare folklore, suspense e una buona dose di noir esistenziale. Non è un progetto nato dall’oggi al domani: la produzione risale al 2019 e il materiale d’origine è il primo libro della saga The Oracle Comes, firmata dall’autore taiwanese Teensy e ispirata alla mitologia taoista. Già così, l’idea di un fantasy che non ricalchi pedissequamente saghe occidentali — ma che attinga a tradizioni mitiche meno note al grande pubblico — è un motivo sufficiente per interessarsi.
Trama, tono e dettagli di produzione: un medium tra redenzione e battaglie contro i demoni
Al centro della storia c’è Ko Han Chieh, un uomo che porta addosso tutto: un passato di dipendenza, un presente segnato da poteri medianici e la classica — potentissima — occasione di riscatto. Viene reclutato da San Tai Zi, figura che richiama archetipi divini o semidivini della tradizione, per combattere i demoni che minacciano il mondo umano. Non aspettatevi solo duelli spettacolari: il cuore della serie sembra costruito sulla tensione tra ciò che è umano e ciò che è soprannaturale, su scelte morali scomode e su un protagonista che deve fare ammenda per i suoi errori attraverso un’impresa quasi impossibile. La prima stagione sarà composta da sei episodi e, secondo le informazioni disponibili, dovrebbe debuttare su Netflix tra aprile e giugno 2026 (fonte: Collider). Inutile dire che la natura pagata di questo progetto — nato da un libro che mescola mito e introspezione — lascia presagire un ritmo narrativo più meditato rispetto ai blockbuster seriali: meno “tutto e subito”, più accumulo di atmosfera e sangue che pulsa sotto la pelle della storia.
Perché potrebbe conquistare i fan di The Witcher (e cosa aspettarsi)
Cosa hanno in comune The Witcher e Agent From Above? Più di quanto sembri a prima vista. Entrambe le opere mettono in scena cacciatori o protettori che si muovono in un mondo dove i confini tra bene e male sono sfocati; entrambe giocano con creature che nascono dalla mitologia, e non ultimo entrambe puntano su protagonisti moralmente ambigui costretti a confrontarsi con i propri demoni — letteralmente e metaforicamente. Se vi piace il mix di azione, folklore e riflessione personale che avete trovato nello show di Geralt, qui potreste trovare un’alternativa che fa leva su un immaginario differente ma altrettanto ricco: il taoismo, le figure divine orientali, e una sensibilità narrativa che predilige il senso del peccato, dell’espiazione e della redenzione. Dal punto di vista visivo, c’è curiosità: aspettatevi creature disegnate su canoni diversi, scenografie che pescano nella tradizione asiatica e, sperabilmente, scene d’azione coreografate con cura. E se la serie manterrà la giusta misura — ossia, non tradirò l’atmosfera del romanzo per inseguire la spettacolarità a ogni costo — potremmo trovarci di fronte a un gioiellino che amplia l’offerta fantasy di Netflix, dando ai fan nuovi luoghi mitici da esplorare.
In soldoni: non è un clone di The Witcher, e meno male. È piuttosto un fratello meno ovvio, che condivide il sangue narrativo ma cammina in direzione diversa. Dunque, segnatevi il nome Agent From Above e tenete d’occhio il periodo primavera-estate 2026 — se tutto va secondo i piani, potrebbe essere il titolo che molti appassionati aspettavano senza neanche saperlo. Fonte principale delle informazioni: Collider.
