La corsa alla ricarica sempre più veloce continua. In questo contesto BYD sembra intenzionata a spingere l’acceleratore ancora più a fondo. Il costruttore infatti sta lavorando a una nuova generazione di colonnine ad altissima potenza, capaci di raggiungere valori fino a 1.500kW. L’obiettivo? Ridurre il più possibile i tempi di rifornimento delle auto elettriche, avvicinandoli a quelli di un classico pieno di carburante.
Negli ultimi anni l’azienda ha concentrato gli sforzi non solo sulle batterie e sulle architetture dei veicoli, ma anche sull’infrastruttura. Già nel 2025 erano state presentate le prime stazioni megawatt. Soluzioni pensate per entrare in funzione anche in Europa nel corso del 2026. Ora, secondo le informazioni diffuse in Cina, la seconda generazione di queste colonnine promette un salto ulteriore. Si parla di picchi di potenza superiori a 1.300kW e supporto a ricariche estremamente rapide. Le stime parlano di circa 400 chilometri di autonomia recuperati in appena cinque minuti, numeri che fino a poco tempo fa sembravano irraggiungibili nel mondo elettrico.
BYD costruisce un ecosistema tra auto e infrastrutture
Queste nuove colonnine non sono pensate come un aggiornamento isolato, ma come parte di un sistema integrato. Per sfruttare potenze così elevate servono infatti veicoli progettati per gestire ricariche di livello megawatt, con architetture elettriche e batterie in grado di reggere correnti molto elevate. I primi modelli compatibili dovrebbero essere alcune vetture della gamma più recente, sviluppate proprio con queste specifiche in mente.
Dal punto di vista tecnico, le stazioni includerebbero cavi raffreddati a liquido e sistemi di gestione intelligente dell’energia, oltre a unità di accumulo integrate per stabilizzare la potenza erogata. L’espansione dell’infrastruttura procede a ritmo sostenuto. Già a fine 2025 risultavano operative centinaia di stazioni in oltre 200 città cinesi, e il piano prevede decine di migliaia di punti di ricarica entro il 2026 grazie a collaborazioni con partner locali.
Insomma, se questi progetti verranno portati avanti secondo i programmi, BYD potrebbe contribuire in modo decisivo a ridurre uno dei principali ostacoli alla diffusione delle auto elettriche, i tempi di ricarica.