Dietro ogni missione spaziale che decolla, c’è un mondo che non lascia mai il suolo: quello dei supercomputer. Sono tali dispositivi a fare la parte più invisibile, eppure decisiva, del viaggio. A tal proposito, la NASA ha un nuovo alleato chiamato Athena. Si tratta di un supercomputer che porta intelligenza e strategia nel cuore di ogni progetto, trasformando simulazioni impossibili in risultati concreti. Athena ha iniziato a funzionare all’inizio dell’anno, dopo un lungo periodo di test in cui ogni componente è stato messo alla prova. Si parla di oltre 20 petaflops di calcolo, numeri che consentono simulazioni complesse che fino a poco fa sembravano fantascienza. Ma il suo vero punto di forza è l’equilibrio tra prestazioni e consumi.
Athena: il supercomputer NASA che promette efficienza nelle missioni nello spazio
Il nome del dispositivo non è solo suggestivo. Athena, dea della sapienza e della guerra nella mitologia greca, incarna perfettamente le qualità richieste a un supercomputer di tale portata. Si parla, infatti, di intelligenza strategica, capacità di decisione e resilienza. Tutto ciò che serve per sostenere le grandi imprese dell’umanità nello spazio. Il tutto anche se non si lascia mai davvero la Terra. Dentro Athena c’è un mondo di nodi e processori: più di mille nodi di calcolo, ognuno con due processori AMD Epyc da 128 core. Una configurazione che batte sistemi storici della NASA come Aitken e Pleiades. E fa tutto ciò con una particolare attenzione al consumo energetico.
Il suo ruolo è altrettanto versatile. Dalla simulazione dei lanci alla progettazione di nuovi mezzi spaziali, dall’analisi di immagini telescopiche all’addestramento di intelligenze artificiali. In tal modo, Athena è diventato indispensabile in ogni progetto dove servono grandi risorse computazionali. Inoltre, è utile sottolineare che parte della sua potenza sarà condivisa anche con ricercatori esterni. Una tecnologia particolarmente interessante che offre innovazioni utili per la scoperta dello spazio.
