Il 2026 si apre con un mercato auto italiano che continuare a dare segnali di vitalità dopo un lungo periodo fatto di attese. I dati UNRAE relativi a gennaio raccontano di 141.980 immatricolazioni. Un numero che supera di oltre ottomila unità quello dello stesso mese del 2025. La crescita del 6,2% è reale e concreta, e per molti operatori rappresenta una boccata d’ossigeno. Il quadro, però, resta lontano da una normalità piena. Non sorprende quindi che le previsioni per l’intero anno siano improntate alla prudenza. UNRAE parla di un 2026 complesso, con una domanda debole e un volume complessivo stimato in 1.540.000 immatricolazioni. Un aumento minimo rispetto al 2025, pari a meno dell’1%, che in termini pratici significa poche migliaia di auto in più.
Mercato auto: quali sono le prospettive per il 2026?
Anche la transizione verso l’elettrico sembra attraversare una fase di assestamento. L’’effetto degli incentivi del 2025 si è ormai attenuato e le elettriche pure si fermano al 6,6% di quota. Non è il dato brillante visto a fine 2025, ma resta comunque un passo avanti rispetto all’inizio dell’anno precedente. Segno che l’interesse non si è spento, anche se procede con cautela.
Guardando al mese di gennaio, emerge un mercato sempre più frammentato nelle sue dinamiche. I privati continuano a rappresentare la fetta principale delle immatricolazioni, ma senza crescere ulteriormente. Mentre prendono spazio le autoimmatricolazioni, che segnano un incremento deciso. Il noleggio a lungo termine rallenta leggermente, frenato soprattutto dal calo delle captive. Mentre le grandi società mantengono una certa stabilità. A sorprendere è il noleggio a breve termine, che cresce in modo netto e guadagna peso sul totale.
Riguardo le alimentazioni, il cambiamento delle abitudini è ormai evidente. Benzina e diesel continuano a scendere, mentre il centro del mercato è sempre più ibrido. Oltre la metà delle auto immatricolate a gennaio rientra in tale categoria, con una netta prevalenza delle mild hybrid. Le plug-in crescono e le elettriche tengono, ma senza quell’effetto trascinante che gli incentivi avevano garantito.
Anche tra i gruppi automobilistici il mese racconta storie molto diverse. Stellantis chiude con una crescita robusta. Il Gruppo Volkswagen avanza più lentamente, puntando su risultati solidi e sull’exploit di Cupra. Renault, invece, vive un gennaio complicato, appesantito soprattutto dal calo registrato da Dacia.
