Per chi segue da vicino il mondo maker e embedded, non è una sorpresa piacevole. Raspberry Pi Foundation ha annunciato un nuovo aumento dei prezzi per diversi modelli della gamma Raspberry Pi, il terzo nel giro di appena quattro mesi. Dopo i rialzi di ottobre e dicembre, arriva ora un ulteriore adeguamento che colpisce in modo diretto i modelli più recenti e più richiesti. Il motivo, ancora una volta, non è legato alla domanda finale o a scelte commerciali aggressive, ma all’aumento dei costi delle memorie LPDDR4, sempre più richieste dall’industria per applicazioni legate all’intelligenza artificiale.
Quali modelli aumentano (e quali si salvano)
Il nuovo rincaro riguarda tutti i Raspberry Pi 4 e Raspberry Pi 5, oltre ai Compute Module 4 e 5, purché dotati di almeno 2 GB di RAM. L’aumento coinvolge anche Raspberry Pi 500 e Raspberry Pi 500+, mentre restano esclusi i modelli entry-level e quelli basati su piattaforme più datate. Nello specifico, non subiscono variazioni di prezzo:
- Raspberry Pi 4 con 1 GB di RAM
- Raspberry Pi 5 con 2 GB di RAM
- Raspberry Pi Zero
- Raspberry Pi 3
- Raspberry Pi 400
Il motivo è tecnico e molto concreto: questi prodotti utilizzano memorie LPDDR2, che risultano attualmente abbondanti nei magazzini e quindi meno soggette alle tensioni di mercato.
Di quanto aumentano i prezzi
Gli aumenti sono progressivi e diventano sempre più pesanti con l’aumentare della memoria integrata. Il nuovo listino introduce rincari che vanno dai 10 dollari per i modelli da 2 GB fino ad arrivare a 60 dollari per le versioni da 16 GB.
In sintesi:
- 2 GB: +10 dollari
- 4 GB: +15 dollari
- 8 GB: +30 dollari
- 16 GB: +60 dollari
Una scala che rende sempre più evidente come la memoria sia diventata il vero collo di bottiglia dell’intera filiera hardware.
Le cause: RAM e intelligenza artificiale
Alla base di questi rincari c’è un fenomeno ormai strutturale: la pressione crescente sul mercato delle memorie, spinta dall’esplosione dell’AI. Le memorie LPDDR4, utilizzate anche nei Raspberry Pi più recenti, sono sempre più richieste da settori industriali ad alto margine, rendendo difficile mantenere prezzi stabili su prodotti pensati per l’educazione e il fai-da-te.
La stessa Raspberry Pi Foundation ha riconosciuto che il 2026 si preannuncia come un altro anno complicato per i prezzi delle memorie, pur ribadendo che l’attuale situazione viene considerata temporanea e che l’obiettivo resta quello di riportare i listini su livelli più accessibili non appena le condizioni di mercato lo permetteranno.
In questo scenario, Raspberry Pi 400 rimane una sorta di isola felice. Il suo prezzo resta invariato a 60 dollari, confermandolo come l’opzione più economica e completa per chi cerca un computer compatto e pronto all’uso. Basato su un processore Broadcom BCM2711 quad-core Cortex-A72, con 4 GB di RAM LPDDR4, connettività completa (Wi-Fi dual-band, Bluetooth 5.0, Gigabit Ethernet), doppia micro-HDMI e una tastiera integrata, il Pi 400 continua a rappresentare una proposta solida per didattica, coding e utilizzo domestico leggero.
