Il contesto attuale del mercato hardware favorisce episodi sempre più frequenti di truffe. I prezzi degli SSD continuano a crescere senza tregua. Alcuni modelli risultano difficili da reperire. In queste condizioni, un’offerta conveniente diventa irresistibile. È proprio così che molti utenti abbassano la guardia. La storia recente di un appassionato di gaming lo dimostra chiaramente. L’utente ha acquistato un presunto Samsung 990 Pro da 2 terabyte. Il prodotto proveniva da un negozio fisico ben noto in India. Non si trattava quindi di un acquisto sospetto online. L’SSD appariva identico all’originale sotto ogni aspetto. Etichette, confezione e serigrafie erano impeccabili. Anche il sistema operativo non segnalava anomalie evidenti. Windows riconosceva correttamente marca, modello e capacità. I primi controlli software sembravano rassicuranti. CrystalDiskInfo mostrava persino un firmware ufficiale. Era lo stesso rilasciato al debutto del vero 990 Pro. Solo un dettaglio lasciava perplessi. L’unità risultava collegata tramite PCIe 3.0. Il modello autentico utilizza invece PCIe 4.0. Questo indizio ha spinto l’utente a eseguire test più approfonditi. I risultati hanno confermato i timori iniziali.
Le prestazioni erano drammaticamente basse. I benchmark hanno mostrato velocità da hardware obsoleto. Lettura e scrittura erano inferiori a quelle di una vecchia chiavetta USB. A quel punto il sospetto è diventato certezza. L’ultimo controllo ha tolto ogni dubbio. Il software ufficiale Samsung Magician ha identificato il drive come contraffatto. Il caso evidenzia quanto sia facile cadere in trappola. Anche acquistare in negozio non garantisce più sicurezza.
SSD Samsung 990 Pro: il falso perfetto che inganna anche i software
Ciò che rende questo episodio particolarmente grave è la qualità della contraffazione. In passato bastava osservare con attenzione le etichette. Errori di stampa o materiali scadenti tradivano subito i falsi. In questo caso non c’erano sbavature visibili. Il prodotto era indistinguibile dall’originale. I truffatori hanno replicato anche firmware e identificativi. Questo ha permesso al drive di superare controlli superficiali. Perfino i tool di diagnostica iniziali non segnalavano problemi. Solo test approfonditi hanno svelato la verità. Le prestazioni erano il vero punto debole. Velocità di 20 megabyte al secondo in lettura sono inaccettabili.
In scrittura la situazione era ancora peggiore. Un SSD di fascia alta ridotto a un guscio vuoto. Il rischio non riguarda solo le prestazioni. Resta il dubbio sulla durata e sull’affidabilità dei dati. Un’unità del genere può fallire in qualsiasi momento. Non è la prima volta che Samsung finisce nel mirino. I suoi SSD sono tra i più copiati al mondo. Il prestigio del marchio li rende appetibili ai falsari.
