Oggi vi parliamo di una notizia dal sapore poliziesco, secondo le ultime news infatti una giuria federale americana di San Francisco ha condannato un ex ingegnere software di Google, Linwei Ding, dichiarato colpevole dei reati di spionaggio economico e furto di segreti industriali correlati ad una particolare infrastruttura di supercalcolo per l’intelligenza artificiale di Google, il verdetto arrivato da poco va di fatto ammettere la parola fine a uno dei casi più importanti per quanto riguarda la protezione delle tecnologie di intelligenza artificiale avanzata.
La dinamica dei fatti
Stando a quanto dichiarato dall’accusa, tra il maggio 2022 e l’aprile 2023, l’imputato avrebbe sottratto oltre 2000 pagine di documenti riservati, caricandoli poi all’interno di un proprio account Google cloud personale, all’interno di questi documenti era presente la scrittura in dettaglio di come Google progetta, costruisce e gestisce tutti i propri centri dati dedicati all’intelligenza artificiale, tali informazioni sono decretate all’interno di sette categorie di segreti industriali.
All’interno di questi file erano contenuti numerosi dettagli, ad esempio alcuni di essi parlavano di specifiche di basso livello delle TPU proprietarie, di set istruzioni interni, di caratteristiche prestazionali correlate alla memoria HBM, in altri addirittura era citata l’infrastruttura delle interconnessioni tra chip insieme alle varie architetture dei sistemi TPU.
Ma non è finita qui dal momento che la documentazione non riguardava solo tali elementi, le autorità infatti hanno confermato la presenza all’interno dei file sottratti anche di elementi correlati ai sistemi GPU di Google insieme alle varie modalità di gestione di tutti i cluster multi GPU sul larga scala impiegati da Google, il tutto unito anche alla descrizione delle tecnologie SmartNIC software e hardware ritenute fondamentali per garantire una banda elevata all’interno delle reti interne di super computer AI.
L’imputato venne arruolato da Google nel 2019 e fu coinvolto immediatamente nello sviluppo software impiegato per la gestione delle GPU, facendo parte del sistema lavorativo. Quest’ultimo è stato in grado di mettere in atto tecniche apposite per eludere tutti i controlli interni, la tattica era abbastanza precisa, l’uomo copiava le informazioni dai file sorgente all’interno dell’applicazione Apple Notes sul MacBook aziendale, dopodiché convertiva il tutto in appunti. PDF e li caricava su archivi personali, a far cadere la sua posizione è stata la sua fasulla collaborazione nell’indagini interna portata avanti dall’azienda che ha portato poi al suo arresto in California nel marzo del 2024.
Ovviamente le azioni dell’uomo vanno inquadrate all’interno di un contesto più ampio, le autorità americane infatti sostengono che quest’ultimo fosse segretamente affiliato a due aziende tecnologiche cinesi e avesse dunque negoziato un ruolo decisamente importante come Chief technology Officer, avendo tra l’altro fondato presso una di queste società una propria start-up di intelligenza artificiale affermando di essere in grado di costruire infrastrutture in grado di competere con Google, tra l’altro emerge che l’uomo neo dichiarato colpevole intendesse favorire numerose entità controllate proprio dal governo cinese, offrendo la propria collaborazione allo sviluppo di un super computer di intelligenza artificiale e alla ricerca su chip dedicati alla machine learning.
Al momento la sentenza definitiva non è stata ancora pronunciata, ma l’uomo è riconosciuto colpevole di 14 capi d’accusa, tra questi ne abbiamo sette per spionaggio economico e sette per furto di segreti industriali, questi capi da soli attesta comportano una pena massima compresa tra 10 e 15 anni di reclusione.
