Il nome di Jeffrey Epstein continua a riemergere, con ogni nuova pubblicazione di documenti e carta desegretata. Questa volta, però, l’attenzione si sposta con decisione sul mondo tecnologico e su una delle sue figure più emblematiche: Bill Gates. I nuovi documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti hanno riportato al centro del dibattito il rapporto tra il fondatore di Microsoft e il finanziere caduto in disgrazia. Un legame che da anni solleva domande, sospetti e polemiche. A catalizzare l’attenzione sono alcune email attribuite a Epstein, il cui contenuto è tanto esplicito quanto ambiguo. In tali messaggi, il finanziere racconta presunti dettagli intimi della vita privata di Gates, avanzando accuse gravi.
Nuovi file Epstein citano Bill Gates: ecco cosa è emerso
Secondo quanto scritto, Gates avrebbe contratto una malattia sessualmente trasmissibile e avrebbe persino tentato di somministrare antibiotici all’allora moglie Melinda senza informarla. Nelle stesse email compaiono riferimenti a incontri riservati con donne sposate e giovani donne di origine russa. Un quadro che, se fosse confermato, avrebbe implicazioni devastanti. La replica del fondatore di Microsoft è arrivata rapidamente e in modo netto. Tramite un portavoce, ha respinto ogni accusa, definendola falsa e infondata. La versione ufficiale sostiene che le email riflettano piuttosto il tentativo di Epstein di danneggiarlo, forse per rancore o frustrazione.
Tale presa di posizione, diffusa inizialmente da Business Insider, non ha certo spento il dibattito, anzi ha contribuito ad alimentare nuove domande. Un altro elemento che rende la storia particolarmente delicata riguarda la natura stessa delle email. Analizzandole, emergono incongruenze difficili da ignorare. Nei campi relativi a mittente e destinatario compare solo il nome di Epstein, senza tracce evidenti di un invio a terzi. Inoltre, all’interno dei messaggi viene citata una figura chiamata Boris, indicata come collaboratore della Bill and Melinda Gates Foundation. Ma su tale persona non esistono riscontri verificabili. Un dettaglio che rafforza l’ipotesi che si possa trattare di appunti personali, note private o bozze mai destinate a circolare.
