Spotify amplia la dimensione sociale dell’esperienza audio introducendo le chat di gruppo integrate nell’app. Dopo i messaggi tra due utenti, la piattaforma estende la funzione alle conversazioni collettive con un limite di dieci partecipanti. Il sistema è pensato per affiancare l’ascolto di musica, podcast e audiolibri con uno spazio di commento immediato, legato ai contenuti già condivisi. L’accesso alle chat richiede infatti un’interazione precedente, come la partecipazione a una playlist collaborativa, a una sessione Jam o a un Blend. La logica resta quella di tenere uniti suggerimenti e dialogo, trasformando la scoperta di nuovi brani in un flusso continuo di scambi. La condivisione verso l’esterno, tramite altri social, rimane disponibile e viene incoraggiata come parte dell’esperienza.
Come si avvia una conversazione?
Durante l’ascolto di un contenuto, è sufficiente toccare l’icona di condivisione, selezionare un contatto già conosciuto su Spotify e inviare il messaggio. In assenza di interazioni precedenti, è previsto un invito da accettare prima dell’apertura della chat. Una volta stabilito il contatto, la conversazione prosegue con modalità simili a quelle delle app di messaggistica, pur con funzioni più essenziali. La sezione Messaggi è raggiungibile dall’icona del profilo in alto a sinistra, punto di accesso unico per dialoghi individuali e di gruppo. L’intento è facilitare il tracciamento dei consigli ricevuti e stimolare il passaparola tra utenti, con effetti positivi anche per artisti e creator.
Spotify dichiara che i messaggi sono protetti da crittografia at rest e in transit, mentre non è prevista la cifratura end-to-end. Le stesse funzioni di controllo e le misure di sicurezza già applicate alle chat 1-to-1 vengono estese anche alle conversazioni di gruppo. La funzione è disponibile sia per gli utenti Free sia per gli abbonati Premium, ma solo in mercati selezionati e su dispositivi mobili. L’età minima richiesta? Fissata a 16 anni. La piattaforma rafforza così, con questa aggiunta, il legame tra fruizione e relazione, mantenendo centrale la musica e ampliando gli strumenti per parlarne.
