Le lancette dell’Orologio dell’Apocalisse si sono fermate a un punto che mette a disagio anche solo a leggerlo: 23:58 e 45 secondi. È la posizione più vicina alla mezzanotte mai raggiunta. Ottantacinque secondi dalla fine simbolica di tutto, che non vanno intesi come una previsione matematica, ma come un segnale: il mondo sta giocando con margini sempre più sottili. Quest’anno il Bulletin of the Atomic Scientists ha deciso di spostare l’orologio in avanti di altri quattro secondi rispetto allo scorso anno. Una scelta che non nasce dal panico, ma da un’analisi fredda dei fatti. Secondo il CEO Alexandra Bell, infatti, continuano ad aumentare i rischi catastrofici. L’Orologio dell’Apocalisse nasce dal bisogno di avvertire, di rendere visibile un pericolo che altrimenti resterebbe astratto. Oggi le minacce si sovrappongono: le armi nucleari restano sul tavolo, ma accanto troviamo l’intelligenza artificiale, la crisi climatica e i rischi biologici.
Si aggiungono quattro secondi all’Orologio dell’Apocalisse
A rendere il quadro ancora più fragile c’è il clima politico globale. Sempre più Paesi, anche in Occidente, stanno scivolando verso forme di nazionalismo aggressivo e autoreferenziale. A tal proposito, Daniel Holz, dell’Università di Chicago, afferma che tale deriva rende l’intera umanità più vulnerabile. Ma sotto tutte queste crisi ce n’è una che le alimenta tutte: quella dell’informazione. Riguardo tale argomento, Maria Ressa, Premio Nobel per la Pace nel 2021, parla di un vero Armageddon informativo. Il tutto in un ecosistema digitale che premia la menzogna, accelera il conflitto e rende sempre più difficile distinguere i fatti dalle narrazioni tossiche.
Eppure, quegli ottantacinque secondi non sono solo un simbolo di disperazione. Sono anche un promemoria: non siamo ancora arrivati alla mezzanotte. Non è ancora troppo tardi. Ma è decisamente troppo tardi per continuare a far finta di niente. In tale ottica, il risultato proposto dall’Orologio dell’Apocalisse rappresenta un incentivo ad agire prima che la situazione possa degenerare definitivamente.
