Per molto tempo Apple ha potuto affrontare le trattative con i fornitori partendo da una posizione di netto vantaggio. I numeri giocavano dalla sua parte, così come il prestigio del marchio e la capacità di garantire volumi enormi e costanti. Oggi, però, quello scenario si sta incrinando. Non perché Apple sia diventata improvvisamente fragile, ma perché il mercato delle componenti, in particolare quello delle memorie, sta attraversando una fase di profonda tensione. La spinta dell’intelligenza artificiale ha avuto un effetto dirompente sulla domanda di hardware. RAM sempre più veloci, GPU potenti e memorie ad alte prestazioni sono diventate il fulcro di una competizione globale che coinvolge data center, aziende AI e produttori di dispositivi consumer. In un contesto simile, l’offerta fatica a tenere il passo, e quando ciò accade i prezzi iniziano a salire. È qui che anche un gigante come Apple si trova a dover fare i conti con una realtà meno accomodante.
Apple condizionata dagli aumenti delle RAM
Secondo quanto riportato dalla testata coreana zdnet.co.kr, due fornitori centrali per Cupertino, Samsung e SK Hynix, avrebbero applicato rincari significativi sulle forniture di memorie nel primo trimestre dell’anno. Per le RAM LPDDR5 e LPDDR5X si parlerebbe di aumenti superiori all’80% nel caso di Samsung, nonostante le smentite ufficiali. E addirittura intorno al 100% per SK Hynix.
A rendere il quadro ancora più complesso c’è la durata degli accordi. Invece dei classici contratti annuali, si è passati a intese molto più brevi, valide solo fino a metà anno. Ciò apre la porta a nuove revisioni dei prezzi nel giro di pochi mesi e lascia intendere che da qui alla fine del 2026 potrebbero esserci ulteriori rialzi.
In tale contesto, l’idea di un aumento dei prezzi per la prossima generazione di iPhone appare sempre meno evitabile. La presentazione di settembre si avvicina e, salvo sorprese, i listini dovranno in qualche modo riflettere i costi più alti della filiera. Resta da capire quanto sarà evidente il ritocco e come Apple sceglierà di raccontarlo.
