Durante il World Economic Forum di Davos è stata descritta una strategia che sposta le infrastrutture digitali oltre l’atmosfera. Elon Musk ha illustrato che grandi data center per l’intelligenza artificiale potrebbero essere collocati in orbita e alimentati da energia solare spaziale. Le strutture non richiederebbero suolo terrestre e non graverebbero sulle reti elettriche tradizionali. È stato sostenuto che lo spazio offra condizioni uniche per la produzione energetica: il Sole risulta costante, senza alternanza tra luce e buio, con un’unica stagione e con assenza di fenomeni meteorologici. L’orientamento dei pannelli verso l’angolazione ottimale garantirebbe una resa superiore rispetto agli impianti terrestri, con un’efficienza stimata fino a cinque volte maggiore.
Costi e prospettive interplanetarie
Musk ha spiegato che il vantaggio non riguarda solo la produzione di elettricità. La dissipazione del calore, problema centrale per i data center di AI, potrebbe essere affidata alle condizioni estreme dello spazio. I sistemi di raffreddamento verrebbero posizionati nel cono d’ombra delle strutture, dove la temperatura può scendere fino a 3 kelvin, pari a circa -270 gradi Celsius. In questo scenario, la gestione termica diventerebbe naturale, senza consumo aggiuntivo di risorse. La messa in orbita dei pannelli e delle infrastrutture sarebbe affidata ai razzi Starship, indicati come chiave per ridurre i costi grazie al riutilizzo. Costruzione e manutenzione, secondo la stessa impostazione, sarebbero svolte da robot, limitando l’intervento umano diretto.
Nel discorso riportato a Davos è stato aggiunto che, con la piena operatività di Starship, lo spazio potrebbe diventare entro pochi anni l’ambiente economicamente più conveniente per ospitare grandi complessi tecnologici. L’assenza di vincoli territoriali permetterebbe di immaginare una crescita su scala gigantesca, con una disponibilità energetica stimata in centinaia di terawatt l’anno. Musk ha inoltre collegato questa ipotesi a una visione più ampia, che include Luna e Marte come possibili estensioni del progetto. Lo spazio, ha dichiarato, viene visto come una risorsa energetica sterminata che evita la competizione con le superfici terrestri. Così l’intelligenza artificiale verrebbe sostenuta da un’infrastruttura orbitale autosufficiente, capace di coniugare produzione solare continua, freddo naturale per il raffreddamento e logistica automatizzata.
