Da qualche tempo, tra social network e chat, sta circolando una teoria che riesce a essere allo stesso tempo affascinante e inquietante. La data cerchiata in rosso è il 12 agosto 2026 e l’evento annunciato ha toni decisamente apocalittici. Per sette secondi la Terra perderebbe la gravità. Un tempo che, secondo chi diffonde la voce, basterebbe a scatenare una catastrofe globale con milioni di morti, edifici distrutti e persone scaraventate in aria. A rendere il tutto più “solido”, almeno in apparenza, c’è il riferimento a un presunto dossier segreto della NASA, chiamato “Project Anchor”. Quest’ultimo descriverebbe un’anomalia gravitazionale causata dall’intersezione di onde generate da buchi neri lontanissimi. E come ogni teoria del complotto che si rispetti, non manca l’idea di bunker sotterranei già pronti ad accogliere élite politiche e pochi fortunati, mentre il resto del mondo resterebbe all’oscuro.
Nuova teoria complottista con la Terra che perde la gravità per sette secondi
Il punto è che questa storia non regge a nessun controllo serio. La NASA ha smentito in modo categorico, spiegando che non esiste alcun progetto con quel nome e che non ci sono documenti riservati che prevedano eventi simili. Ma la smentita più forte arriva dalla fisica stessa. L’idea che la gravità terrestre possa “sparire” per qualche secondo non è solo improbabile: è proprio incompatibile con il funzionamento dell’universo. La gravità che sperimentiamo ogni giorno è legata alla massa della Terra. Finché il pianeta mantiene la sua massa, la gravità resta lì dov’è. Non può dissolversi per sette secondi e poi tornare come se nulla fosse. Per ridurla drasticamente servirebbe una perdita improvvisa di una quantità enorme di materia, uno scenario che comporterebbe la distruzione del pianeta ben prima di qualsiasi effetto.
Anche l’origine della teoria dice molto su come nascono certe paure. Tutto sembra partire da un post, poi rimosso, dell’account Instagram @mr_danya_of, che parlava di un documento trapelato nel novembre 2024. E arrivava addirittura a quantificare la probabilità dell’evento in un 94,7%. Un numero preciso, ma privo di qualunque spiegazione, che però sui social funziona benissimo. E allora cosa succederà davvero il 12 agosto 2026? Niente di catastrofico, ma qualcosa di reale sì: un’eclissi solare totale. Il massimo dell’evento è previsto intorno alle 19:47 e sarà visibile soprattutto in alcune zone dell’emisfero nord, come Groenlandia, Islanda e il nord della Spagna. In molte altre aree, compresa gran parte dell’Europa, l’eclissi risulterà essere solo parziale.
