L’AIIP, l’Associazione Italiana Internet Provider, ha mostrato non poca preoccupazione per il nuovo Digital Networks Act. L’AIIP è un’associazione italiana che si occupa di rappresentare e tutelare gli interessi dei provider di Internet e delle telecomunicazioni. L’obiettivo è quello di creare un mercato delle telecomunicazioni che sia allo stesso tempo innovativo, aperto e anche competitivo.
Il Digital Networks Act, invece, è stata pensata dall’Unione Europea per migliorare le norme delle telecomunicazioni per quanto riguarda il mercato europeo. I punti principali del nuovo atto sono pensati per migliorare reti e infrastrutture, stimolare investimenti e portare una maggiore protezione nei confronti di tutti i consumatori.
Perché il Digital network Act non piace all’AIIP
I motivi per cui il Digital Networks Act non piace particolarmente all’Associazione Italiana Internet Provider sono diversi. Innanzitutto, secondo l’associazione questo atto rischia in realtà di penalizzare proprio i piccoli e i medi operatori, avendo dunque un effetto totalmente contrario rispetto agli obiettivi di partenza.
Sempre secondo l’associazione, alcune delle misure previste, come ad esempio la revisione degli obblighi di accesso, potrebbero portare a una riduzione della competizione. In base ad alcuni punti dell’atto, infatti, potrebbe essere più difficile per i provider più piccoli continuare a investire nel settore. In questa maniera si rischia dunque di ritornare a un mercato con pochi operatori, il che potrebbe essere un danno non solo per medi e piccoli provider, ma anche per i consumatori.
Il dibattito rimane ancora del tutto aperto, tuttavia la posizione dell’Associazione Italiana Internet Provider appare abbastanza chiara. Per loro c’è il rischio concreto che il nuovo regolamento vada indebolire i provider indipendenti e di conseguenza vada a rendere Internet meno accessibile rispetto al giorno d’oggi.
Il Digital Networks Act è stato adottato il 21 gennaio 2026 dall’Unione Europea, e verrà approvato dal parlamento europeo e dal consiglio, diventando dunque ufficiale in tutti gli Stati dell’Unione Europea.
